La strategia del Regno Unito contro i No Vax: in campo un’unità speciale dell’esercito per combattere la disinformazione

di Cristin Cappelletti

La mossa del Ministero della Difesa in vista dell’arrivo delle prime dosi. Preoccupano le proteste e il dilagare delle fake news sul vaccino anti-Covid

Nell’era delle fake news, mentre il mondo è alle prese con la pandemia da Coronavirus, il Regno Unito ha deciso di mettere in campo una unità speciale dell’esercito per combattere la disinformazione sui vaccini e sul Covid-19. Si tratta dell’Information Warfare Unit, una unità creata nel 2010 per assistere le operazioni contro al Qaeda e i Talebani. La decisione arriva a seguito dell’aumento nel numero di proteste anti lockdown e contro il vaccino che si sono svolte nel Regno Unito nell’ultimo periodo.


Le manifestazioni contro il vaccino

Uno dei principali compiti dell’unità speciale sarà lanciare un’indagine sulla disinformazione sui vaccini proveniente da Stati ostili, tra cui – scrivono i media d’Oltremanica – la Russia. Il team inizierà a reclutare soldati professionisti e di riserva, mentre il governo britannico si sta preparando già per il prossimo mese a vaccinazioni di massa. Nelle settimane in cui Pfizer e Moderna hanno annunciato una efficacia sopra al 90% dei rispettivi vaccini, molte persone sono scese in strada per partecipare a diverse manifestazioni in cui denunciano l’arrivo di un «programma di sterilizzazione di massa».

«Prevenire e mitigare la narrativa No Vax»

Il Ministero della Difesa ha spiegato che la 77esima Brigata, a cui è legata l’unità dell’Information warfare, non lavorerà contro il popolo britannico, ma vigilerà e analizzerà quale impatto hanno gli altri Paesi sulle reti informatiche nazionali. Un portavoce del governo ha dichiarato al Sunday Times che «mentre ci stiamo avvicinando a un vaccino, stiamo anche continuando a lavorare a stretto contatto con le aziende che gestiscono social media per prevenire e mitigare qualsiasi narrativa No Vax e promuovere fonti di informazioni autorevoli».

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Cristin Cappelletti