Scuole superiori, la sottosegretaria Zampa: «Meglio riaprire a gennaio». Ma nel governo ancora si litiga

di Redazione

La bozza del Dpcm conferma la riapertura il 7 gennaio. Ma M5s preme ancora per il rientro sui banchi il prima possibile. Contrarie le Regioni, che hanno ribadito la necessità di ripartire dopo la Befana

Sandra Zampa, sottosegretario al ministero della Salute, è intervenuta a Otto e mezzo sulla riapertura delle scuole superiori, tema su cui all’interno della maggioranza di governo ci sono posizioni differenti: «C’è una discussione in corso sulla riapertura delle scuole superiori a dicembre», ha detto Zampa, «ma tendenzialmente credo che vadano aperte quando sarà il momento, non in maniera simbolica. Bisogna aprirle e lasciarle aperte. Il nostro indirizzo è di farlo a gennaio. Dobbiamo assolutamente stabilizzare e progredire nel miglioramento della curva epidemica. Ancora non abbiamo raggiunto l’obiettivo».


Nella bozza del nuovo Dpcm è indicata la data del 7 gennaio. Ma all’interno dell’esecutivo il M5s spinge per la riapertura il prima possibile, con l’ipotesi di un rientro in classe il 14 dicembre espressa anche dal premier Giuseppe Conte. «Oggi, con i contagi che calano, abbiamo il dovere di pianificare una ripartenza partendo proprio dalla riapertura delle scuole. Dobbiamo permettere agli studenti di tornare in classe, sempre in condizioni di massima sicurezza», ha detto il ministro degli Esteri e leader pentastellato Luigi Di Maio.

Sulla stessa linea la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina: «Più le scuole sono aperte più facciamo un favore al Paese». E anche il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, si è detto convinto che «ci sia un danno nel tenere lontano i ragazzi dalla scuola soprattutto sulla sfera psicologica, con il rischio di avere una generazione di ragazzi fragili».

Contrarie invece le Regioni, che hanno ribadito la necessità di ripartire il 7 gennaio dopo le festività natalizie. «Non se ne parla proprio», ha tagliato corto il presidente delle Marche, Francesco Acquaroli. Con lui il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: «Meglio la riapertura delle scuole dopo l’8 gennaio, così che in questo mese si possa abbassare la curva e stabilizzare la situazione. Non possiamo permetterci che i nostri ragazzi tornino a scuola e dopo poche settimane restino di nuovo a casa». E anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano, intende prorogare l’ordinanza che prevede la didattica a distanza (Dad) a scelta delle famiglie: «Tutti mi chiedono di tenere le scuole chiuse almeno fino al 7 gennaio».

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