Scene di guerriglia a Parigi. Vetrine in frantumi e scontri con la polizia nelle proteste contro la legge sulla sicurezza – I video

di Redazione

Torna altissima la tensione nella capitale francese. Il tutto il Paese si sono contati 90 cortei

Scontri a Parigi nell’ennesimo giorno di protesta contro la legge sulla sicurezza globale. Nel corso della manifestazione che ha attraversato la capitale francese, sono stati scagliati oggetti e petardi contro la polizia, mentre gli agenti hanno lanciato lacrimogeni all’indirizzo dei dimostranti. In piazza, oltre 500 black bloc. Vetrine di negozi e di agenzie di banche e assicurazioni sono state ridotte in frantumi. Lungo il percorso del corteo, dall’Est della città a Place de la République, parecchie le auto e i cassonetti dati alle fiamme.


Secondo il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, almeno 22 persone sono state fermate. La tensione, dunque, torna ai livelli di guardia dopo i disordini del 28 novembre scorso, quando erano scese in piazza 133mila persone in tutto il Paese, secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno. Oggi, 5 dicembre, si sono tenuti circa 90 cortei in tutta la Francia. La manifestazione più imponente è andata in scena a Parigi. Il corteo della capitale si è sciolto verso le 19, lasciando in piazza solo piccoli gruppi di manifestanti.






Il passo indietro del governo non basta

La legge sulla “sicurezza globale” è finita nel mirino dei manifestanti perché accusata di violare «la libertà di stampa, di espressione e di manifestazione» oltre a prevedere «strumenti di sorveglianza di massa». A essere criticato è soprattutto l’articolo 24, che vieta di diffondere immagini in grado di «danneggiare l’integrità fisica e morale» degli agenti di polizia, ma che la maggioranza di governo s’è impegnata a modificare. Impegno non ritenuto sufficiente dai manifestanti. «Fin quando non ci sarà un concreto ritiro dell’articolo contestato della proposta di legge sulla sicurezza globale, le azioni si moltiplicheranno», ha fatto sapere l’eterogeneo collettivo che organizza le proteste e che raggruppa sindacati, soprattutto di giornalisti, organizzazioni per la difesa dei diritti e gilet gialli.

Gli episodi di violenza della polizia

Ieri, 4 dicembre, il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che durante le manifestazioni i cittadini e i giornalisti potranno continuare a filmare le forze dell’ordine. Quanto alla possibilità di diffondere queste immagini, il presidente ha risposto: «Penso che la risposta sarà sì». Parlando poi del dibattito in corso sulla legge sulla sicurezza globale, Macron ha chiarito: «Non posso lasciar dire che in Francia si restringono le libertà, è una grande bugia. Non siamo l’Ungheria né la Turchia».

Nelle ultime settimane la protesta di piazza è stata esacerbata anche da episodi di violenza della polizia. Una decina di giorni fa, a Parigi, tre poliziotti hanno picchiato brutalmente Michel Zecler, un produttore musicale di colore. I responsabili sono sotto inchiesta, in stato di custodia cautelare. Il presidente Macron ha definito l’episodio – filmato dalle telecamere di sorveglianza e finito su tutti i social network – «una vergogna per la Francia».

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