Vietare gli spostamenti a Natale tra Province e non tra Comuni: Regioni in pressing, il governo (per ora) tira dritto

di Maria Pia Mazza

Il ministro Speranza è contrario. Ma l’idea può trasformarsi in proposta parlamentare. L’obiettivo? Non penalizzare i piccoli centri

Non accenna a placarsi la tensione tra Regioni e governo per il blocco in toto degli spostamenti tra Comuni nei giorni di Natale e Santo Stefano (25 e 26 dicembre) e Capodanno (1 gennaio 2021), inserito tra le ultime misure restrittive anti-Coronavirus. Una stretta che ha creato lo scontento soprattutto nei piccoli Comuni e borghi italiani, dove i residenti si sentono discriminati rispetto agli abitanti delle grandi città, a causa dell’impossibilità di muoversi anche solo di pochi chilometri per favorire eventuali ricongiungimenti familiari. 


Cirio a Conte: «Consentire ricongiungimenti familiari a Natale»

A farsi portavoce dell’istanza per l’allentamento delle misure restrittive sugli spostamenti tra Comuni nelle tre date sopracitate è stato il presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Cirio ha evidenziato come solo sul territorio piemontese «l’88% dei Comuni ha meno di 5.000 abitanti, 571 meno di 1.000» e di conseguenza «chi vive nei piccoli Comuni non riesce a comprendere perché sia impossibile spostarsi di pochi chilometri per raggiungere i propri cari per celebrare il Natale in famiglia».

«È spontaneo il metro di paragone con le grandi città – prosegue il presidente del Piemonte – uno spostamento da Roma nord a Roma sud è di circa 20 km, ed è così per tutte le grandi città d’Italia. In molte aree piemontesi, invece, l’arco di 20 km ricomprende una vera e propria costellazione di Comuni. Comprenderai quindi – prosegue Cirio, rivolgendosi al premier – quanto sia grande il sentimento di scoramento di moltissimi cittadini».

La linea rigorista nel governo

Alla luce di questa frammentazione territoriale, presente non solo in Piemonte, ma in tutta Italia, inizia a farsi spazio l’ipotesi di allentare il divieto di spostamento comunale, trasformandolo in provinciale. L’ipotesi ha già raccolto il «no» del ministro della Salute, Roberto Speranza, che assieme ai ministri Boccia e Franceschini, fa parte della fronda più rigorista dell’esecutivo. Ma non è escluso che le Camere decidano di dare battaglia su questo punto, e che l’idea si trasformi in proposta parlamentare. L’auspicio di Cirio è quello di «far convivere i valori umani con limiti chiari e regole certe in materia di sicurezza», che fa eco a quello espresso nei giorni scorsi dal governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che spera in una soluzione intermedia «di buon senso».

Le regole per gli spostamenti

Al momento, le regole sugli spostamenti prevedono il divieto di muoversi tra Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio 2021, anche per chi volesse recarsi nella propria seconda casa. Nello stesso periodo, a livello locale, saranno valide le regole di spostamento previste dalle linee guida definite per le zone gialle, arancioni e rosse. Resta inoltre valido il blocco in toto degli spostamenti tra diversi Comuni per le date del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio, «fatta eccezione per spostamenti effettuati per casi di lavoro, necessità, salute e per rientrare nel luogo di residenza, domicilio o abitazione», che include la possibilità di spostamento da soli (senza accompagnatori) per raggiungere genitori, parenti o amici non autosufficienti, unicamente per «scopi di assistenza». 

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Maria Pia Mazza