Coronavirus, al via la campagna di vaccinazione anche in California. La Corea del Sud verso una nuova stretta

di Redazione

Dopo New York, somministrata la prima dose nello Stato della costa Ovest, che negli ultimi sette giorni ha registrato la media di contagi più alta nel Paese. A Seul, intanto, si valutano ulteriori restrizioni

Usa

EPA/JAE HONG/POOL / POOL | L’infermiera Helen Cordova è stata la prima persona a ricevere il vaccino il California.

Negli Usa il vaccino anti-Covid è stato distribuito in tutti gli Stati nelle ultime ore, riporta la Cnn. Gli operatori sanitari in prima linea nella lotta alla pandemia hanno ricevuto le prime dosi, e la campagna di vaccinazione è iniziata a New York come in California, nel giorno in cui gli Usa hanno superato le 300.000 vittime per Covid. Il bilancio totale dei decessi negli Stati Uniti si attesta adesso a 300.024, secondo i dati del Washington Post.


La prima dose del vaccino è stata somministrata in diretta tv a Sandra Lindsay, un’infermiera afroamericana di terapia intensiva del Long Island Jewish Medical Center nel Queens, New York. «Spero che questo segni l’inizio della fine di un periodo molto doloroso della nostra storia», ha detto Lindsay poco dopo la storica iniezione. Collegato in diretta il governatore di New York: il vaccino «è l’arma che ci farà vincere la guerra», ha spiegato Andrew Cuomo invitando tutti a farsi somministrare il vaccino. «Funziona solo se tutti lo fanno».

«Incoraggio tutti a vaccinarsi»

Dopo New York, la campagna di vaccinazione è partita man mano in altre zone del Paese. In California, lo Stato con la media più elevata di nuovi casi negli ultimi sette giorni (oltre 31.000) davanti all’Arizona, la prima persona a essere vaccinata è stata Helen Cordova, un’infermiera del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Kaiser Permanente di Los Angeles. «Mi sento benissimo», ha detto Cordova. «Incoraggio tutti a prendere in considerazione la possibilità di ricevere il vaccino, in modo da poter iniziare a porre fine a questa pandemia».

Corea del Sud

EPA/YONHAP SOUTH KOREA OUT | Test anti-Covid a Seul.

In Corea del Sud torna d’attualità l’ipotesi di una nuova stretta di fronte alla recente ondata di contagi da Coronavirus. I tassi di infezione giornaliera sono a livelli molto elevati per il Paese. Nelle ultime 24 ore sono stati 880 i nuovi casi segnalati, in aumento rispetto ai 718 del giorno precedente, secondo quanto riportato l’Agenzia per il controllo e la prevenzione delle malattie della Corea del Sud. Tanto che il primo ministro Chung Sye-kyun ha dovuto avvertire: «Mentre la maggior parte dei cittadini rispetta le regole, alcuni stanno aggiungendo carburante alla feroce diffusione del virus con la loro negligenza e irresponsabilità».

Chiuse le scuole a Seul

Le scuole dell’area metropolitana di Seul hanno chiuso per un mese a partire da martedì, mentre il governo si prepara a imporre restrizioni più severe in tutto il Paese, quelle previste dal cosiddetto Livello 3: «Considerando il peso e l’impatto di queste misure, dobbiamo prima assicurarci che tutti noi stiamo implementando correttamente quelle attualmente in vigore». Le autorità sanitarie hanno puntato il dito contro le violazioni delle regole di distanziamento da parte di cittadini e imprese.

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