Coronavirus, gli ospedali di Londra in piena emergenza convertono i reparti in sale intensive: «Più ricoveri della prima ondata»

L’ospedale Uclh di Londra ha convertito 5 piani di reparti in sale intensive Covid-19. Il personale stremato: «Le persone non stanno prendendo le precauzioni necessarie»

La variante inglese del Coronavirus manda in grave affanno il sistema sanitario di Londra. Uno dei più grandi ospedali della città, l’University College London hospitals trust (Uclh) ha annunciato di essere al lavoro per convertire le sale operatorie, post operatorie e i reparti ictus in unità intensive per pazienti Covid-19. La decisione è stata presa a causa dell’enorme pressione in corso sugli ospedali nella capitale inglese.


In tutto il Regno Unito si è registrato ieri, 31 dicembre, un picco record di contagi (+55.892) e un numero drammatico di decessi (964), con 23.813 persone attualmente ricoverate negli ospedali. Secondo il direttore dell’Uclh, Marcel Levi – che ha parlato al The Guardian – le richieste di ospedalizzazione hanno superato di gran lunga quelle arrivate in primavera e tutte le strutture stanno fronteggiando la mancanza di letti e di personale sanitario. Solo in Inghilterra, 64 ospedali su 140 hanno più pazienti Covid di quanti non ne avessero durante i picchi di marzo e aprile.

Per questo motivo l’Uclh ha deciso di farsi carico di una parte dei pazienti provenienti dalle strutture più in difficoltà. Ad esempio, il Royal London Hospital di Whitechapel, collocato a est di Londra, ha attualmente più di 90 pazienti Covid intensivi, e «il numero di persone continua a crescere rapidamente». «La richiesta di posti letto per le terapie intensive aumenta ogni giorno del 5%», ha spiegato Levi. «E probabilmente le cose continueranno a peggiorare. Siamo in piena emergenza».

Il personale sanitario è costantemente sotto pressione per il duro lavoro e «frustrato» dal fatto che le persone continuino a correre rischi evitabili durante i giorni di festa. «Tutti noi abbiamo sacrificato Natale e Capodanno per stare in corsia – ha detto una delle capo reparto dell’Uclh, la dottoressa Elaine Thorpe – ma non si tratta di questo. Noi siamo qui per i pazienti. Quello che non si comprende è che sta tutto nelle mani dei cittadini. Come andrà a finire dipenderà da loro, e quello che sta accadendo stasera (nella notte di San Silvestro, ndr) peggiorerà le cose».

Immagine di copertina: EPA/ZOLTAN BALOGH

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