Il caso dell’infermiera morta due giorni dopo il vaccino. L’autopsia: nessun legame tra i due eventi

di Redazione

L’operatrice socio-sanitaria aveva ricevuto la prima dose di vaccino lo scorso 30 dicembre. Ma il governo di Lisbona, dopo l’autopsia, chiarisce: «Nessuna correlazione tra vaccino e decesso»

Nessuna correlazione tra il vaccino anti-Covid e il decesso improvviso di Sonia Azevedo, operatrice sociosanitaria portoghese, ritrovata improvvisamente morta nella propria abitazione due giorni dopo essersi sottoposta all’iniezione del vaccino. «I dati preliminari derivanti dall’autopsia medico-legale effettuata martedì 5 gennaio non mostrano alcuna correlazione tra la morte della donna e la somministrazione del vaccino anti-Covid».


A riferirlo è il ministero della Giustizia portoghese che ha reso noto l’esito dell’autopsia effettuata sul corpo della donna, escludendo il legame tra decesso e vaccino. Sonia Azevedo lavorava come operatrice socio-sanitaria nel reparto pediatrico dell’Instituto Português de Oncologia (IPO) a Porto, dove tra il 29 e 30 dicembre scorsi sono state somministrate 538 dosi ai membri dello staff medico-sanitario, secondo quanto riferito dalla struttura ospedaliera stessa su Facebook.

La notizia del decesso dell’infermiera portoghese era subito rimbalzata tra gli ambienti negazionisti e no-vax, ed è stata ripresa da alcune testate in tutto il mondo in articoli che correlavano implicitamente la morte della signora Azevedo alla somministrazione del vaccino Pfizer-BionTech: tra queste Russia Today, il sito d’informazione indiano Wion e il tabloid inglese Daily Mail. Ma gli esiti dell’autopsia negano tale correlazione.

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