Caso Cucchi, processo d’appello: chiesti 13 anni per i due carabinieri di Bernardo e d’Alessandro

di Redazione

Tra le richieste di condanna anche quella per il maresciallo Mandolini, allora comandante della Stazione Appia. È accusato di falsa testimonianza

Il Procuratore Generale di Roma Roberto Cavallone ha chiesto la conferma di due condanne nell’ambito del processo d’appello per l’omicidio preterintenzionale di Stefano Cucchi. 13 anni di reclusione per i due carabinieri accusati del pestaggio del 31enne, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. Per il maresciallo Roberto Mandolini, l’allora comandante della Stazione Appia, il Procuratore Generale ha chiesto di confermare la condanna per falso. Cavallone ha poi chiesto piena assoluzione per Francesco Tedesco, il militare che con le sue dichiarazioni ha fatto luce su quanto avvenuto nella caserma Casilina la notte dell’arresto.


In primo grado la Corte d’Assise di Roma aveva condannato a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale i carabinieri Di Bernardo e D’Alessandro, accusati di aver pestato Cucchi dopo l’arresto. I giudici avevano invece assolto da questa accusa Francesco Tedesco, che nel 2018 decise di raccontare tutto. Per lui, divenuto poi teste dell’accusa, erano stati chiesti due anni e sei mesi per falso. Il maresciallo Roberto Mandolini era stato invece condannato a 3 anni e 8 mesi per la falsificazione del verbale di arresto.

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