Coronavirus, a Varese il primo possibile caso di variante brasiliana in Italia. Si aspetta la conferma delle analisi dell’Iss

Sarebbe stata isolata in un uomo rientrato dal Brasile e sottoposto a tampone. La mutazione di Covid-19 identificata per la prima volta in Brasile sembrerebbe rendere più frequente anche la possibilità di reinfezione per chi è già stato malato

La variante brasiliana potrebbe essere arrivata in Italia. Il primo caso – da dover confermare con certezza – sarebbe stato individuato dalle prime analisi del laboratorio di Microbiologia dell’ospedale Macchi di Varese. Quello che ora si attende è che il campione del genoma individuato arrivi al dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità. Come si legge dalla nota, «l’analisi che verrà eseguita consisterà nella coltivazione del ceppo virale per confermare o smentire quanto risultato dalle prime analisi».


L’isolamento della variante sarebbe avvenuta in un soggetto di rientro dal Brasile, sottoposto a tampone e screening genetico. In caso di conferma sarebbe il primo ritrovamento in Italia di variante “brasiliana” di SARS-CoV-2 che in seguito l’Iss provvederà a depositare nella piattaforma genomica dedicata a Covid-19. Proprio delle ultime ore era stata la rassicurazione da parte della casa farmaceutica produttrice del vaccino Moderna riguardo ad alcune delle varianti in circolo. Il siero dell’azienda americana sembra poter essere efficace contro la mutazione sudafricana e inglese.

Nessuna menzione per quella brasiliana che, oltre alla potenza di diffusione, sembrerebbe preoccupare anche per l’indebolimento delle difese immunitarie. Il dato delle reinfezioni riguardanti chi ha già contratto il virus, soprattutto nella capitale dell’Amazzonia, a Manaus, continua a preoccupare gli esperti di tutto il mondo.

Leggi anche: