Putin e la piazza al muro contro muro. Il presidente russo condanna le proteste: «Illegali e pericolose». Nuova manifestazione il 31 gennaio

Il capo del Cremlino sulla video-inchiesta della Fondazione di Navalny: «La villa sul Mar Nero non è mia»

«Illegali, pericolose e controproducenti». Così il presidente russo Vladimir Putin ha definito le recenti proteste di massa contro la detenzione del suo principale rivale, Alexei Navalny. «Tutti hanno il diritto di esprimere il proprio punto di vista, ma nel rispetto della legge. Ciò che oltrepassa i limiti della legge è controproducente e pericoloso e ha già portato a una scossa della società di cui tutti soffrono», ha detto Putin, alla tv Dozhd. Sabato scorso, 23 gennaio, a Mosca, migliaia di persone hanno protestato contro la detenzione di Navalny. In circa 4 mila hanno marciato urlando slogan come «Putin ladro» e «Libertà per i prigionieri politici».


Verso una nuova manifestazione

Nonostante le parole di Putin, però, i manifestanti non sembrano intenzionati a fermarsi. Su Twitter Leonid Volkov, coordinatore delle sedi regionali del Fondo Anti-Corruzione di Navalny, ha invitato a scendere nuovamente in piazza il 31 gennaio alle 12. Le nuove proteste avranno luogo «in tutte le città della Russia. Per la libertà di Navalny. Per la libertà di tutti. Per la giustizia. Tutti i dettagli più tardi», ha scritto.

Putin: «La video-inchiesta? Non l’ho vista»

Intanto, sul fronte della video-inchiesta Un palazzo per Putin pubblicata dalla fondazione di Navalny, il presidente Putin ha negato in un’intervista che lui o i suoi familiari possiedano la villa lussuosa sul Mar Nero di cui riferisce il Fondo Anticorruzione. «Non ho visto il filmato per mancanza di tempo, ma ho dato un’occhiata alle raccolte video che mi hanno portato gli assistenti. Nulla di ciò che vi è indicato appartiene a me o a miei parenti stretti, né gli è appartenuto», ha detto Putin. Secondo l’inchiesta, la villa – dotata di eliporto, un campo da hockey sotterraneo, una serra, un anfiteatro e un tunnel che porta direttamente al mare – è stata pagata con fondi illegali.

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