Negli Usa aumenta il divario etnico per la campagna vaccinale: afroamericani in fondo alla lista delle priorità

In Carolina del Nord i neri sono il 22% della popolazione e il 26% della forza lavoro sanitaria. Eppure solo l’11% ha ricevuto il vaccino. E gli esempi sono ancora tanti

Gli afroamericani sono stati lasciati indietro nella campagna vaccinale statunitense. È questo il quadro che emerge da un’analisi dell’American Community Survey e che sottolinea un divario etnico consistente in una delle fasi più delicate di questa pandemia di Coronavirus. Dalla panoramica su 17 Stati emerge che i neri in tutti i luoghi vengono vaccinati molto meno, se paragonati alla popolazione bianca. A preoccupare è specialmente il fatto che gli afroamericani costituiscono la maggior parte degli operatori sanitari, figure messe in cima alla scala delle priorità nella somministrazione del siero.


AP PRESS | Vaccinazione degli afroamericani negli Stati Uniti

Razzismo e sanità

Oltre alla questione etnica, già di per sé preoccupante, c’è n’è anche una più basilare. Quella sanitaria. Per gli esperti, infatti, il Covid ha provocato più malati gravi e vittime sui neri che sul resto dei cittadini. Come scrive Ap, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), i neri, gli ispanici e i nativi americani «muoiono di Covid-19 a un tasso quasi tre volte superiore a quello dei bianchi». «Assisteremo a un ampliamento delle disuguaglianze nel campo della salute che erano qui prima della pandemia e peggioreranno, se le nostre comunità non possono accedere al vaccino», ha detto il dottor Uché Blackstock, medico di emergenza di New York e Ceo di Advancing Health Equity, gruppo di difesa contro le disuguaglianze.

Disparità, quali sono i fattori determinanti?

«Profonda sfiducia nei confronti dell’establishment medico tra i neri americani a causa di una storia di trattamenti discriminatori», ma anche accesso inadeguato al vaccino nei quartieri neri, e digital divide – divario sociale tra chi ha accesso a internet e chi non ce l’ha, ndr. Sono questi i tre fattori principali che, secondo gli studiosi, stanno rendendo sempre più evidenti le disparità etniche, e quindi sociali.

I dati

Tra i dati più eclatanti spiccano quelli della Carolina del Nord. Lì i neri costituiscono il 22% della popolazione e il 26% della forza lavoro sanitaria, ma finora solo l’11% ha ricevuto il vaccino. I bianchi – tra i quali ispanici e non ispanici – sono il 68% della popolazione e l’82% di quelli vaccinati. A seguire il Maryland, dove i neri costituiscono il 30% della popolazione e il 40% dell’industria sanitaria, ma rappresentano solo il 16% delle persone vaccinate finora. I bianchi, invece, costituiscono il 55% della popolazione: il 67% ha ricevuto la dose di vaccino. Nella lista c’è anche Filadelfia. I neri sono il 40% della popolazione, ma finora solo il 14% delle persone sono state vaccinate. A Chicago, i neri costituiscono il 30% della popolazione ma solo il 15% di quelli vaccinati. 

I piani dell’amministrazione Biden

ANSA | Joe Biden riceve il vaccino contro il Covid-19

Per tamponare gli strascichi dell’amministrazione Trump, Joe Biden si sta adoperando, chiedendo alle autorità sanitarie di mappare i quartieri a rischio utilizzando strumenti come l’indice di vulnerabilità sociale del Cdc, che incorpora dati su etnia, povertà e altri fattori. In questo modo sarà più facile deviare la destinazione delle prossime dosi di farmaco. «Faremo ulteriori passi per raggiungere le persone più difficili da raggiungere, e quel lavoro sta avvenendo proprio ora», ha affermato Marcella Nunez-Smith, presidente della task force sull’equità Covid di Biden.

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