La crisi di governo a una svolta. Renzi: «Non spacchettiamo i ministeri. Sarebbe un errore triste»

Incontro riservato tra i leader di Italia viva, Partito democratico e Movimento 5 stelle

La trattativa per il nuovo governo a una svolta: sono scesi in campo i big di partito per discutere della squadra del prossimo esecutivo. Mentre a Montecitorio sono riuniti i capigruppo di Camera e Senato, si sarebbe svolto un incontro riservato tra i leader di maggioranza per scegliere i nomi che andranno a comporre il terzo governo di questa legislatura. Al tavolo Matteo Renzi, Nicola Zingaretti e Vito Crimi. Tutto da remoto. Non si sa ancora se i leader dei tre partiti abbiano trovato l’accordo su Giuseppe Conte. Piuttosto, il vertice sarebbe iniziato analizzando i nomi dei politici che diventerebbero titolari dei ministeri più importanti. Il condizionale è necessario, perché al momento l’ufficio stampa di Matteo Renzi ha smentito l’incontro informale «non c’è stato e non è previsto alcun incontro tra Zingaretti, Renzi e Crimi, né di persona né da remoto».


Renzi: «Non dividiamo i ministeri per accontentare le persone»

Intanto l’agenzia stampa Ansa riporta i messaggi di Renzi nella chat di Italia Viva: «Non abbiamo parlato di nomi e nemmeno di numeri: i nostri colleghi della vecchia maggioranza dicono informalmente che non intendono portare elementi di discontinuità: pura tattica in attesa di domani. L’unica cosa che vorremmo evitare è che si arrivasse allo spacchettamento dei ministeri solo per accontentare più persone: sarebbe un errore triste». La tendenza, in ogni caso, è quella di confermare la vecchia maggioranza: «Noi ci manteniamo disponibili e collaborativi, senza veti e senza pregiudizi. Speriamo che nelle prossime ore si faccia un passo in avanti».

È quel passo avanti che ancora manca. Visto che, come riporta il Corriere della Sera, Renzi avrebbe rivelato ai suoi fedelissimi anche un certo grado di scocciatura nei confronti del blocco sul nome di Conte: «Pd e 5 Stelle sono arroccati su Conte. Non solo, non vogliono cambiare niente, né l’Economia, né gli Esteri, sono pronti a cedere solo sulla Giustizia». Intanto i due capigruppo del M5s alla Camera e al Senato confermano che sono al lavoro per la riconferma della vecchia maggioranza: «Si è trattata di una giornata di lavoro intensa, non abbiamo mai abbandonato l’atteggiamento costruttivo anche quando il confronto è stato franco».

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