No a Draghi almeno da 20 parlamentari M5s, parla il grillino Cabras: «Ma non lasceremo il Movimento» – L’intervista

I cosiddetti “frondisti” non vogliono, in realtà, lasciare i 5 stelle: «Vogliamo cercare di trascinare il Movimento, convincere tutti a non fare una scelta che cambierebbe per sempre la nostra natura»

Saranno almeno 20 i parlamentari grillini che voteranno no o si asterranno il giorno della fiducia al governo Mario Draghi. Lo anticipano diversi partecipanti al V Day: No governo Draghi, pochi minuti prima dell’inizio della riunione dei cosiddetti “frondisti” del Movimento. Non chiamateli, però, dibattistiani: «Siamo un insieme composito, con piccoli sottogruppi che hanno riferimenti diversi», dice un deputato che interverrà sul palco virtuale di Zoom.


La scelta tra “no” e astensione, però, sarà chiara dopo l’esito della votazione su Rousseau: «Molti di noi credono che l’affluenza degli iscritti sarà bassa. L’esito è scontato, seguirà la linea dei vertici di partito, ma se voteranno poche persone potremo far leva sulla partecipazione per spiegare la nostra contrarietà», conclude. Uno dei volti del gruppo di grillini che si sta opponendo alla linea del partito è Pino Cabras, deputato da sempre contrario a una maggioranza diversa da quella dell’ultimo governo.

«Ho mantenuto una linea, diciamo insospettabile – racconta a Open -. Nel momento in cui tutti dicevano “mai con quello”, “mai con quell’altro”, i miei “mai” erano effettivi, onesti». Per Cabras, tuttavia, il gruppo di persone che si è riunito anche grazie a lui non va chiamato fronda o corrente: «Sarà lecito riunirsi per confronto tra persone che hanno idee simili senza suscitare sospetti?».

L’onorevole racconta che l’intento non è quello di staccarsi dai 5 stelle, «ma vogliamo cercare di trascinare il Movimento, convincere tutti a non fare una scelta che cambierebbe per sempre la nostra natura». Cabras è critico con la gestione di Vito Crimi, «solo in autunno il Movimento ha perso 40 mila iscritti su un totale di 160 mila, molti elettori delusi che non vedono più un riferimento nella nostra linea».

Il deputato ha deciso di votare “no” alla fiducia a Draghi: «Il linguaggio deve essere chiaro, vanno fatte scelte di campo, l’astensione è una posizione deboluccia». E anticipa una parte del discorso che farà stasera sul palco del V Day del 9 febbraio: «La verità è che non affronteremo una fase di espansione dell’economia italiana. Una figura come Draghi, piuttosto, farà scelte in favore di una parte della società, sacrificandone un’altra. Non credo alla conversine keynesiana di Draghi. E noi, parlamentari 5 stelle, dobbiamo ricordarci che siamo qui per fare l’interesse dei cittadini che ci hanno votato».

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