L’ultimo sfregio per Schwazer prima delle Olimpiadi, muro della federazione mondiale: «Non può gareggiare fino al 2024. Da Bolzano accuse inverosimili»

Dal World Athletics si dicono «inorriditi» per le accuse di aver manipolato i campioni di urine del marciatore italiano. E ribadiscono che non ci sarà per lui la possibilità di tornare a gareggiare finché non finirà la sospensione per doping

Nessun ripensamento dalla federazione mondiale di atletica leggera su Alex Schwazer dopo la sentenza del tribunale di Bolzano che ha archiviato il caso di doping del marciatore nel 2016. Il sogno delle Olimpiadi di Tokyo rischia di sfumare dopo che l’ex Iaaf ha confermato che per Schwazer resta in vigore la squalifica fino al 2024. Un no secco dalla federazione mondiale, che assieme alla Wada è sospettata proprio dal gip di Bolzano di aver manipolato i campioni di urine del marciatore oro olimpico a Pechino 2008.


E proprio sulla posizione espressa dal tribunale di Bolzano la World Athletics ha voluto rispondere bollando la teoria della manipolazione come «inverosimile» e dichiarandosi «inorridita». Mentre Schwazer prepara il ricorso contro la sentenza del 2016 della giustizia sportiva, dopo un primo tentativo già respinto otto anni fa, la federazione mondiale ha ribadito che gli sarà impedito di gareggiare fino alla scadenza della sospensione: «Rifiutiamo qualsiasi tentativo da parte dell’atleta o di terzi di tentare di indebolire o annullare la decisione definitiva e vincolante del Cas sulla base di quelle che potrebbero essere descritte come teorie di manipolazione non plausibili».

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