I numeri in chiaro, Taliani: «Chiudiamo piccole aree, non intere Regioni. E diamo AstraZeneca anche agli over 65» – Il video

La professoressa ordinaria di Malattie infettive alla Sapienza di Roma: «Dobbiamo ampliare la platea delle persone che possiamo immunizzare»

«I casi totali aumentano in maniera rilevante un po’ dovunque, ma la quota di pazienti ricoverati con sintomi è marginale». Commenta così a Open l’infettivologa Gloria Taliani i dati sulla pandemia da Coronavirus in Italia. Secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute i casi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 13.452 con un tasso di positività del 5,4%.


«Le varianti? Un allarme che non capisco»

«Questo allarme ormai di tendenza sulle varianti non riesco a comprenderlo», afferma Taliani commentando anche l’ipotesi, che sembrerebbe ora tramontata, di una zona arancione nazionale. «Sono moderatamente sconcertata – aggiunge l’infettivologa – perché in una situazione epidemica come quella che abbiamo sotto gli occhi oggi è inevitabile che il virus continui a circolare». Per Taliani, la strategia che si dovrebbe adottare è quella della convivenza: «Il virus è dentro la nostra realtà e non sarà certo la chiusura che ci riporterà a uno stato di normalità pre-pandemia».

Gestione della pandemia per micro-aree

Sulla strategia che vede le Regioni italiane cambiare periodicamente colore per fasce di rischio, Taliani spiega che si tratta di una «visione troppo estesa». Dal punto di vista della gestione dell’andamento pandemico «sarebbe più opportuno chiudere per micro aree dove correttamente devono essere applicate misure restrittive». Per l’infettivologa quindi, «il confinamento delle piccole realtà dove il virus ha un andamento veramente allarmante è più che corretto, ma non si può mettere una Regione intera in una situazione di pre-allarme, come succede con il colore arancione». Per fare questo la chiave è potenziare i controlli e incoraggiare comportamenti individuali più responsabili.

Capitolo vaccini. Per l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco per potenziare la campagna vaccinale è necessario estendere la somministrazione di AstraZeneca oltre il limite di età imposto dall’Aifa, ovvero quello degli over 65. Una posizione che trova d’accordo Taliani: «L’idea di vaccinare in fretta significa estendere al massimo la copertura nei tempi più brevi possibili. E’ corretto vaccinare anche gli over 65 perché il nostro orizzonte deve essere quello di ampliare la platea delle persone che possiamo vaccinare».

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