Vaccino anti-Covid, la Lombardia presenta il nuovo piano: «Abbatteremo le scorte per vaccinare più persone»

Tra le modifiche al piano vaccinale da 214 milioni di euro, un emendamento che prevede la possibilità di reclutare i medici specializzandi

Seguire il modello inglese per ottimizzare una campagna vaccinale di massa. Questa è l’idea messa sul tavolo dalla Regione Lombardia e che prevede la somministrazione di una sola dose e/o il posticipo di 6 mesi per chi ha già contratto il Coronavirus. «Un’eventuale risposta positiva ci permetterebbe di avere una maggiore disponibilità di vaccino», ha spiegato la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti che oggi, 24 febbraio, ha tenuto una conferenza stampa con il governatore Attilio Fontana e l’assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni per gli aggiornamenti sul piano vaccinale regionale il cui finanziamento totale stimato è di 214 milioni di euro.


«Questo piano nasce dall’esigenza di contrastare anche la diffusione delle varianti Covid», ha precisato Moratti. A novembre abbiamo individuato 66 strutture che potranno ospitare i siti di vaccinazione. L’obiettivo, per la Regione, è terminare la campagna vaccinale entro giugno. «Per accelerare le operazioni abbiamo chiesto che, oltre ai tre vaccini già introdotti in Italia – Pfizer, AstraZeneca e Moderna -, ci venga dato l’ok per acquisire nuovi vaccini già validati in altri Paesi ma ancora non in uso qui». Lasciando intatta la graduatoria delle categorie a rischio, come gli over 80, il piano indirizzerà parte delle vaccinazioni nelle aree più a rischio della Lombardia.

Spazi e strutture

Per quanto riguarda gli spazi che la Regione utilizzerà per mettere in piedi i punti vaccinali, il progetto prevede l’uso di edifici già esistenti. Per cui non verrà investito denaro per la costruzione di nuove strutture, ma verranno sfruttati locali in disuso. «Questo, dice Moratti, ci consente di avere una migliore coordinazione con gli enti locali che già conoscono il territorio e sanno perfettamente che uso fare delle risorse a disposizione».

Medici specializzandi

Tra le modifiche al piano, un emendamento che prevede la possibilità di reclutare i medici specializzandi. Lavorerebbero il sabato e la domenica, fuori dai loro turni canonici di lavoro e, proprio perché si tratta di lavoro, verrebbero ovviamente retribuiti. Oltre a loro, sono previsti 3.000 volontari della Protezione civile che aiuterebbero nelle operazioni marginali. Ma anche personale infermieristico e operatori sociosanitari e liberi professionisti incaricati tramite bandi regionali o aziendali.

Ricerca scientifica

Considerato il numero massiccio di persone interessante dalla campagna vaccinale, la Regione ha previsto di avviare nuovi studi che consentano di valutare gli esiti sia in termini di efficacia dei differenti vaccini sia in termini di effettiva immunizzazione della popolazione cui è già stato inoculato il farmaco.

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