Georgia, il blitz dei reparti antisommossa della polizia per arrestare il leader dell’opposizione – Il video

L’arresto è avvenuto nella sede del Movimento Nazionale Unito a Tbilisi, capitale del Paese

Nella mattinata di mercoledì 23 febbraio a Tbilisi, i reparti antisommossa della polizia georgiana hanno eseguito un blitz nel quartier generale del Movimento Nazionale Unito (Unm) per arrestare Nika Melia, leader conservatore del principale partito d’opposizione. Oltre a Melia, secondo gli attivisti dell’Unm, sono state fermate altre 12 persone. L’arresto di Melia giunge a poche ore dalla nomina parlamentare del nuovo primo ministro, Irakli Garibashvili.


Le accuse per incitamento alla violenza

Melia, già membro del parlamento dal 2016 al 2019, è accusato di incitamento alla violenza per le manifestazioni anti-governative del 2019, per le quali fu fermato e rilasciato su cauzione. La stessa cauzione fu poi aumentata a 9 mila euro e Melia si rifiutò di pagarla. Durante quelle proteste si registrarono disordini in varie città georgiana, oltre a un tentativo di assalto al parlamento da parte dei partecipanti. Le ragioni per cui Melia aveva promosso le proteste era la riforma della legge elettorale, poi approvata a marzo del 2020 non senza problemi: il partito di maggioranza, infatti, vuole istituire una commissione parlamentare per indagare sul corretto svolgimento delle votazioni sostenendo che, in caso di brogli, sarebbe pronto a ripeterle.

Il delicato equilibrio georgiano

L’ultimo arresto nei confronti di Melia intensifica la crisi interna del Paese. Lo scorso 18 febbraio la sua posizione nel panorama politico georgiano aveva portato alle dimissioni l’ex-primo ministro Giorgi Gakahria, che voleva evitare l’arresto di Melia pur senza riuscire a trovare un accordo politico nella maggioranza. I sostenitori dell’Unm considerano il blitz un atto politico volto a rompere il delicato equilibro, soprattutto dopo i risultati ottenuti da Melia durante le ultime elezioni, dove fu l’unico leader d’opposizione a ottenere il primo posto nei seggi più importanti. In quell’occasione, Melia boicottò il secondo turno, auto-escludendosi. Nel dicembre dello stesso anno era riuscito a scalare i vertici dell’Unm, diventandone segretario dopo le dimissioni di Grigol Vashadze.

Video: Twitter/@FormulaGe

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