«7 milioni di vaccinati entro marzo». Ma a un mese dalla scadenza sono solo 1,3 milioni: così è naufragato il piano anti Covid di Arcuri e Conte

La strategia vaccinale del precedente governo è stata spazzata via da ritardi ed errori. E mentre Draghi prova a rimediare, le Regioni fanno da sé. Con risultati a volte paradossali. Ecco la mappa dell’Italia che ha già ricevuto il vaccino

Carla ha 48 anni e vive a Siena, è un’insegnante ed è stata vaccinata. Sandro ne ha 32, fa lo stesso identico mestiere a Milano ma della sua prima dose di vaccino anti Covid neanche l’ombra. Tiziano è un 90enne di Padova, aspetta ancora di essere vaccinato contro Covid-19 al contrario del coetaneo Guido, che vive a Roma ed è tranquillo con la sua doppia dose di Pfizer ricevuta. E ancora in Sicilia le forze dell’ordine continuano a prendere appuntamento per il vaccino Astrazeneca: 14 mila i colleghi già in parte immunizzati con la prima dose. Nelle Marche solo 32 gli agenti coinvolti nella campagna.


Mentre Mario Draghi pone le basi di un nuovo piano vaccinale e quello vecchio continua a presentare falle, ogni Regione va avanti da sé. Tempi, priorità di categoria e logistica variano di territorio in territorio, con liste d’attesa sempre più lunghe e ritardi imprevisti nelle forniture. Al momento sono poco più di 1 milione e 300 gli immunizzati in Italia, quelli cioè che hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino. Lo stato dell’arte delle somministrazioni procede in ritardo e buona parte della popolazione continua ad attendere. Più avanti di tutti sono gli operatori sanitari e sociosanitari con 2.283.724 di iniezioni. Seguono i 684.182 lavoratori non sanitari che hanno ricevuto la prima dose e i 387.075 ospiti di Rsa.

Ma la situazione ancora più difficile è quella che riguarda la vaccinazione di massa delle successive categorie previste dal piano. Su 4,4 milioni di over 80, solo 579.039 hanno ricevuto almeno una dose. Poi ci sono le fasce di popolazione appartenenti alla fase 3 che invece aspettano di ricevere AstraZeneca. Anche in questo caso si parla di numeri bassissimi. Sul totale di 3.894.847 di personale docente e non docente, forze armate e di polizia, penitenziari e luoghi di comunità, ad oggi solo sono 147.757 i docenti scolastici con prima dose ricevuta, 61.748 le forze armate.

Le promesse (vecchie e nuove) del governo che non tornano ancora

«Entro marzo vaccineremo 7 milioni di persone». L’ultimo annuncio del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri aveva posto un obiettivo chiaro sul numero di popolazione da immunizzare entro il primo trimestre. La linea che il governo sta tentando di portare avanti prevede da un lato la fase 1, con operatori sanitari, Rsa e over 80, dall’altro una parte della fase 3 con docenti, personale scolastico e forze dell’ordine. Nelle ultime ore Mario Draghi ha alzato ulteriormente la posta, puntando perfino a un secondo trimestre di circa 600 mila somministrazioni al giorno e 19 milioni di dosi al mese iniettate. Queste le possibili nuove ambizioni sul tavolo del governo per un’immunità di gregge da raggiungere entro l’estate. Ma in attesa di una definizione delle nuove modalità, l’obiettivo più prossimo per il governo rimane quello di garantire il vaccino per i 7 milioni di italiani in attesa, promessa da dover raggiungere ormai negli ultimi 30 giorni rimasti del primo trimestre 2021.

Come Open ha già evidenziato in altri momenti di campagna vaccinale, anche in questo caso le promesse del direttivo sembrano essere in bilico tra due problemi principali. Forniture e ritmo di somministrazione. Il numero complessivo di dosi previste entro marzo è di 15.694.998, una cifra già ridotta rispetto ai 28 milioni di fornitura promessi all’inizio della campagna vaccinale. Con un totale di oltre 15 milioni di dosi la promessa dei 7 milioni di immunizzati potrebbe essere quindi rispettata, considerando la necessità di doppia somministrazione per tutti e tre gli attuali vaccini anti Covid autorizzati. Da considerare, a questo punto, è l’assenza di carichi di scorta per eventuali imprevisti e ritardi. Un criterio invece seguito al tempo degli accordi iniziali, quando per garantire un’immunizzazione certa, l’ordine previsto per il trimestre era stato del doppio del necessario, 28 milioni appunto.

A proposito di imprevisti e ritardi poi, la situazione attuale è preoccupante. Sono state finora consegnate il 33,1% delle dosi promesse dalle tre case farmaceutiche Pfizer, Moderna e AstraZeneca, e cioè solo un terzo del previsto. Per rispettare le scadenze, nelle prossime 5 settimane dovranno essere distribuite in media 2 milioni di dosi ogni 7 giorni. Tra costanti annunci di ritardi e problemi di consegna, Pfizer al momento registra il 43,3% di carico consegnato. Mancherebbero all’appello entro marzo 5.107.288 dosi. Per Moderna la percentuale di fornitura ad oggi consegnata è del 18,4% con circa 1.085.400 di dosi mancanti. Situazione simile per AstraZeneca con il 19,6% di consegna già fatta, 1.048.800 dosi date al Paese sulle 5.352.250 promesse.

Non solo ritardi: ritmo giornaliero insufficiente e dosi ancora in frigo

Mancano 5 settimane alla fine del primo trimestre ed esattamente 5.623.388 milioni di persone da vaccinare per rispettare la promessa della strategia nazionale anti Covid. Il ritmo giornaliero di somministrazioni è attualmente di 70 mila dosi, un numero ancora troppo basso e che da settimane non accenna ad aumentare. Per riuscire a immunizzare i 7 milioni di italiani promessi dovremmo balzare già da ora a circa 340 mila iniezioni al giorno. Senza contare del possibile obiettivo su cui Mario Draghi sarebbe orientato per il secondo trimestre. Lì le dosi giornaliere dovranno raddoppiare e raggiungere il ritmo di 600 mila somministrazioni ogni 24 ore.

Il governo ha spesso motivato la questione della lentezza facendo riferimento ai frequenti tagli di fornitura a cui le big pharma ci hanno abituato fin dai primi momenti di campagna. Ma non è solo questo. Fino ad ora, per esempio, è stato somministrato solo il 14% delle dosi di AstraZeneca arrivate sul territorio nazionale, con Regioni che non hanno nemmeno iniziato ad utilizzare la fornitura per docenti e forze dell’ordine, e aree in cui le somministrazioni del vaccino di Oxford hanno raggiunto poco più dell’1%.

Non meglio per le dosi di Moderna, ben al di sotto del 50% di somministrazioni: sulle 244.600 dosi disponibili solo 101.178 risultano attualmente iniettate (41,6%). Meglio per Pfizer con l’88,4% di somministrazioni. Il fatto che il vaccino americano sia stato riservato agli ospedali per la primissima fase di campagna ha con tutta probabilità facilitato la rapidità di esecuzione. La sfida più ardua e non ancora vinta è quella della somministrazione di massa dove l’azione capillare sul territorio sta mostrando falle più che evidenti.

La mappa dell’Italia vista dall’alto: i più lenti e i più veloci

Le Regioni che attualmente possono considerarsi le migliori in assoluto per ritmo e numero di somministrazioni non sono molte. Nel conteggio in percentuale della proporzione tra numero di dosi arrivate e numero di dosi utilizzate, al di sopra del 90% troviamo Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano. Subito dopo a seguire con 297.967 dosi iniettate su 364.440 arrivate c’è la Toscana, all’81,8%. Campania e Friuli Venezia Giulia sostano poco più sopra dell’80%. 5 le Regioni sotto il 70%: Liguria, Molise, Umbria, Calabria e Sardegna. Queste ultime due si classificano in assoluto come fanalini di coda rispettivamente con il 57,8% di dosi somministrate ( 99.620 su 172.280) e il 60,5%, 87.287 iniezioni eseguite su 144.380 potenziali.

Dove si stanno vaccinando docenti e personale scolastico

Dove stanno riuscendo a vaccinarsi i docenti? Chi ancora li sta facendo aspettare? Quale amministrazione è avanti con le forze dell’ordine? E poi gli over 80: quanto tempo ancora dovranno aspettare per essere totalmente immunizzati e quali territori stanno meglio provvedendo a una delle categorie più a rischio? Ecco la mappa.

Lazio

Dal 22 febbraio sono cominciate le somministrazioni per gli operatori scolastici, con oltre 20 mila appuntamenti già fissati. Dal 18 febbraio si è partiti con le prenotazioni dei 45-55, il 22 febbraio dei 56-65, oggi 24 febbraio dai 34 ai 44 anni. Il 26 febbraio sarà la volta invece degli under 34. A tutte le fasce sarà riservato il vaccino AstraZeneca nei centri allestiti dalla Regione. Intanto degli ultimi giorni è l’inaugurazione del nuovo centro vaccinazione presso la Nuvola di Fuksas all’Eur: il centro congressi di Roma è diventato un grande hub di somministrazione anti-Covid. Nella struttura sarà possibile effettuare oltre 3 mila vaccinazioni al giorno per 50 postazioni disponibili, che al momento rendono il centro vaccinale Nuvola il più grande luogo di somministrazione del Paese.

Toscana

La Toscana è la regione più virtuosa per l’utilizzo di AstraZeneca: oltre il 96% delle dosi già somministrate con una media nazionale del 20%. La Regione è stata una delle prime a partire con la prenotazione del personale scolastico e universitario l’11 febbraio. Tuttora sta andando avanti con le somministrazioni a personale scolastico e universitario, docente e non docente di ogni ordine e grado. Insieme a loro forze armate e di polizia.  

Prenotavaccino.sanita.toscana.it è l’indirizzo dove potersi prenotare. Il nodo più urgente che il sistema regionale ha dovuto affrontare negli ultimi giorni è quello della scarsità di dosi. La piattaforma pensata ad hoc ha dovuto mettere in stand by per diverse ore i tentativi di prenotazione di docenti e personale scolastico. «Spiacenti DOSI ESAURITE», si leggeva nell’avvertimento. Ora il sistema sembra essere ripartito, permettendo l’accesso a tutte le categorie previste.

Campania

Dal 20 di febbraio proseguono, anche se a rilento, le vaccinazioni ai docenti e personale scolastico in Campania. «Se i vaccini arrivassero in numero adeguato potremmo arrivare anche a 20 mila al giorno, riuscendo a coprire il 70% per cento della popolazione entro giugno» ha affermato il direttore dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva. Per il momento nel capoluogo di Regione si parla solo di 1000 mille dosi somministrate al giorno ad anziani e docenti, senza la strategia di conservazione di una parte di fornitura (almeno il 15%) per i secondi richiami.

Puglia

Le attività di vaccinazione destinate al sistema educativo di istruzione e formazione comprese scuole paritarie, sono state avviate in Puglia dal 22 febbraio. Come in altri territori, il punto nodale saranno il numero di dosi: entro la fine del mese di febbraio, la Puglia disporrà di oltre 60 mila dosi di vaccino AstraZeneca per il personale scolastico, una quantità sufficiente offrire la prima dose al 70% del personale che lavora nelle scuole.

Emilia-Romagna

Procedono a passo spedito le vaccinazioni del personale scolastico in Emilia-Romagna e la conclusione della delicata fase dipenderà dal numero di dosi in arrivo. La prossima fornitura sarà di oltre 470 mila dosi: più del 38% previsto rispetto alle forniture di febbraio, quando erano state 340 mila. La fase successiva a questa riguarderà il personale universitario, al momento però senza una data precisa di inizio. L’operazione interessa potenzialmente circa 120 mila persone tra maestri, professori, educatori, operatori che lavorano nelle scuole di ogni ordine e grado, nei servizi educativi 0-3 anni e negli enti di formazione professionale.

Veneto

Da quattro giorni sono cominciate in Veneto le somministrazioni agli insegnanti. Centri sportivi e culturali gli spazi scelti a Padova, Treviso e Venezia. Con i vaccini Pfizer e Moderna, nello scorso weekend è dunque iniziata la fase 3 comprendente il mondo della scuola, insieme a forze dell’ordine e lavoratori essenziali. Anche qui l’approvvigionamento delle dosi rimane uno dei grossi problemi: l’ultima fornitura arrivata è quella di Pfizer con 400.020 dosi invece che 677.310. Non meglio per Moderna, 23.900 anziché 109.900, e per Astrazeneca, 85.600 anziché 273.800.

La Lombardia annuncia partenza senza data

«La campagna vaccinale per il personale docente e non docente under 55 partirà a brevissimo ma non c’è ancora una data precisa». A dirlo nelle ultime ore è stato il direttore generale Welfare vicario, Marco Salmoiraghi, annunciando l’apertura di un portale apposito per la categoria del personale scolastico. «Si partirà con il personale delle scuole statali per un numero complessivo di 130 mila soggetti e successivamente anche con quello delle scuole paritarie e istituti di formazione professionale».

A che punto sono gli over 80

Lazio

Proseguono a rischio sostenuto le vaccinazioni degli over 80 con al momento 95 mila iniezioni eseguite su 300 mila prenotati. La Regione punta a finire entro il mese di aprile. Dal 1° marzo sarà possibile anche prenotarsi dai medici: si comincerà dai 65enni con circa 80 mila dosi di AstraZeneca messe a disposizione dei 4 mila medici di famiglia sparsi sul territorio. Intanto sono già partite le vaccinazioni rivolte alle persone estremamente vulnerabili, a partire dai dializzati e trapiantati. Si proseguirà nel prossimo mese con le somministrazioni dei 65 e 64enni, ad aprile con la fascia 63-62, a maggio 60-61.

Veneto

Per il Veneto la cosiddetta fase 1, operatori sanitari e Rsa, può dirsi conclusa con circa 46 mila persone raggiunte su 48 mila. Sul fronte over 80 la strategia portata avanti dal 15 febbraio ha destato non poche polemiche: si è scelto di partire dai più giovani della categoria per proseguire poi indietro nel tempo con le fasce d’età successive. Il che significa che solo gli ottantenni per il momento stanno ricevendo la prima dose. Tutti gli altri, anche se più fragili saranno costretti ad attendere.

A questo proposito con l’arrivo di circa 5 mila dosi di Astrazeneca il 23 febbraio, e le prossime forniture di Moderna e Pfizer che la Regione spera di ottenere senza ritardi o imprevisti, dovrebbe essere garantita anche la somministrazione della prima dose di vaccino per gli over 90. Sempre a marzo potrà essere la volta anche dei pazienti oncologici, trapiantati e affetti da fibrosi cistica. 

Marche

Dopo il via alle prenotazioni del 12 febbraio scorso attraverso il sito www.prenotazioni.vaccinicovid,gov.it e il numero verde 800.009.966, la campagna vaccinale degli over 80 delle Marche sta andando avanti anche attraverso l’aiuto di quasi 900 postini. I nati fino al 1941 possono chiedere ai dipendenti di Poste italiane di verificare la disponibilità di appuntamenti del centro vaccinale più vicino disponendo di tessera sanitaria e contatto telefonico di riferimento. Il portalettere, attraverso la funzione “prenotazione vaccini” sviluppata per il dispositivo palmare, già in dotazione per il servizio di recapito, verificherà le disponibilità in base al Cap.

Il sistema informatico si interfaccerà direttamente con i centri vaccinali e selezionerà gli slot ancora disponibili portando avanti una modalità che resterà attiva anche per le successive fasi di vaccinazione. Lo strumento ulteriore messo a disposizione per la prenotazione sono anche tutti gli Atm Postamat del territorio. Da oggi 24 febbraio gli over 80 costretti in casa potranno richiedere la somministrazione domiciliare.

Toscana

Anche sugli over 80 il problema fornitura in Toscana si fa centrale: in attesa delle 44.460 dosi di vaccini anti Covid da parte di Pfizer-BioNTech, il piano territoriale è quello di utilizzarne 30 mila per gli ultra 80enni, e conservarne 14.460 per i richiami. Anche in Toscana, come nel Lazio, dalla prossima settimana, i medici di medicina generale saranno centrali per fissare appuntamenti e orari. Sul portale regionale dedicato, i professionisti possono già prenotare le dosi per i propri assistiti.

Liguria

Penultima, dopo la Calabria, per numero di somministrazioni su dosi ricevute, la Liguria farà attendere almeno fino a maggio gli over 80. «Le agende dei centri vaccinali sono state ampliate e tutti gli over 80 liguri che si prenoteranno, riceveranno la seconda dose di vaccino entro il 30 maggio». Il presidente Giovanni Toti ha annunciato i nuovi scenari, rallentati dalla scarsa disponibilità di dosi. 136.000 over 80 saranno la sfida da superare entro fino maggio, con la speranza di ricevere e riuscire ad organizzare circa 270mila dosi. «Servirebbero 8 mila dosi in più a settimana. Ma al momento queste dosi non ci arrivano», ha fatto sapere il responsabile prevenzione dell’azienda ligure sanitaria, Filippo Ansaldi.

Lombardia

In Lombardia oltre due terzi degli over 80 si sono prenotati per il vaccino anti Covid. Adesioni al 70%, un traguardo che però non va di pari passo con il ritmo di somministrazioni. Regione Lombardia si era data come obiettivo 15 mila dosi inoculate entro la prima settimana, per passare poi a 50 mila nella seconda e 100 mila da quella successiva. I dati forniti dall’assessorato al Welfare dicono che a oggi hanno ricevuto la prima dose 14.454 persone.

Insieme alla modalità telematica, anche i medici di base insieme alle farmacie sono il riferimento per l’inserimento dei dati utili alla prenotazione. Delle ultime ore la rimodulazione del piano vaccinale regionale: il nuovo criterio utilizzato sarà quello geografico. Per arginare l’aumento dei contagi da variante si cercherà di concentrare le risorse di fornitura nelle zone più colpite come quella di Brescia, attualmente in zona rossa, pur tentando di garantire in parallelo la vaccinazione degli ultra 80enni in tutto il territorio.

Chi sta pensando alle forze dell’ordine

Lombardia

In Lombardia i primi vigili del Comune di Milano sono stati vaccinati lunedi 22 febbraio. Si andrà avanti con 200 vaccinazioni al giorno per le forze dell’ordine fino al 4 di marzo nel Centro vaccinale del Policlinico in Fiera. Solo in provincia di Milano ci sono oltre 12.000 operatori delle forze dell’ordine, una parte della campagna che la Regione ha dichiarato di voler proseguire con un pieno regime dopo l’arrivo di ulteriori dosi di vaccino anti Covid AstraZeneca.

Piemonte

In Piemonte le somministrazioni alle Forze dell’Ordine vanno avanti dall’11 febbraio. Stanno ricevendo le prime dosi gli operatori di Polizia Municipale, Polizia Penitenziaria, Esercito, Aeronautica, Vigili del Fuoco, per un totale di oltre 30 mila persone. Il vaccino anti Covid utilizzato è quello di Astrazeneca.

Liguria

Da lunedì 1° marzo la Liguria aprirà un nuovo fronte con l’avvio delle somministrazioni del farmaco AstraZeneca agli under 65. L’obiettivo principale dichiarato sarà quello dei membri delle forze dell’ordine: poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili dei comuni liguri.

Sardegna

Il 22 febbraio ha avuto inizio la campagna vaccinale sarda per le Forze dell’Ordine. L’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari ha dato il via alle prime somministrazioni su Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco e agenti della Polizia Penitenziaria che hanno ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca.

Lazio

Nella Regione di Zingaretti le vaccinazioni delle Forze dell’Ordine vanno avanti ormai da quasi 10 giorni. L’hub scelto per le iniezioni del siero Astrazeneca è stato quello dell’Aeroporto di Fiumicino. L’ultimo dato riportato dall’Unità di crisi della Regione Lazio è quello di oltre 2.200 operatori di Polizia Locale di Roma Capitale.

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