Coronavirus, Germania in lockdown fino al 18 aprile. Giappone pronto a una stretta sui viaggiatori dall’estero

La decisione, presa dalla cancelliera Angela Merkel, è dovuta alla crescita della curva epidemiologica, e all’incidenza delle infezioni su tutto il territorio tedesco

GERMANIA

EPA/Omer Messinger | La cancelliera tedesca Angela Merkel.

Nuovo lockdown: c’è l’accordo

In Germania, il governo guidato da Angela Merkel ha trovato un accordo con i Laender per l’estensione del periodo di lockdown fino al 18 aprile prossimo. La ragione è dovuta alla crescita della curva epidemiologica, e all’incidenza delle infezioni su tutto il territorio tedesco. L’ultimo report presentato al governo, dice che, senza restrizioni, il numero di nuovi positivi aumenterebbe così rapidamente che un sovraccarico del sistema sanitario è probabile già ad aprile. Le decisioni finora adottate, hanno acceso gli animi dei cittadini che si sono detti pronti a manifestare contro le misure di contenimento per il Coronavirus.


Una proposta precedente prevedeva che tutti i viaggiatori di ritorno nel Paese avrebbero dovuto mettersi in quarantena, anche se non erano stati in una zona a rischio contagio. Questa proposta era tra parentesi nell’ultima bozza, il che significa che è ancora in discussione. Sul tavolo ci sono anche il coprifuoco dalla sera alle 5 del mattino per le aree con un alto numero di casi e nuovi obblighi per le aziende: quelle che non fossero in grado di offrire ai dipendenti la possibilità di lavorare da casa sarebbero tenute a fornire loro almeno un test anti-Covid ogni settimana. Secondo il Robert Koch Institute for Infectious Diseases, il numero di casi per 100.000 persone nell’ultima settimana si è attestato a 103,9, sopra la soglia critica di 100, oltre cui le unità di terapia intensiva iniziano a esaurire la capacità. Attualmente sono 180 su 401 i distretti rurali e urbani a superare la soglia di emergenza.

GIAPPONE

EPA/KIMIMASA MAYAMA | L’aeroporto internazionale di Tokyo.

I ritardi sulla campagna vaccinale

Il Giappone sta valutando una stretta sull’ingresso di viaggiatori da altri Paesi, con l’obiettivo di contenere la diffusione di nuove varianti del Coronavirus. A dirlo è il ministro della Salute Norihisa Tamura, spiegando che tutti i viaggiatori in arrivo verrebbero sottoporti a un test ad hoc e aggiungendo che le autorità stanno considerando il ricorso a società di sicurezza private per monitorare l’effettivo rispetto delle regole da parte delle persone sottoposte ad auto-isolamento. Attualmente, i viaggiatori che arrivano da 24 Paesi «a rischio varianti», inclusa l’Italia, sono tenuti a sottoporsi a un ulteriore esame specifico tre giorni dopo l’arrivo, anche se risultano negativi al primo tampone.

Tamura ha poi parlato anche della campagna vaccinale, spiegando che il governo punta ad autorizzare l’uso dei vaccini di Moderna e AstraZeneca entro la fine di maggio. Attualmente solo Pfizer ha ricevuto l’approvazione delle autorità sanitarie nazionali. La campagna di vaccinazione è cominciata a metà febbraio, con le somministrazioni al personale medico. Da metà aprile – in ritardo di due settimane rispetto al piano iniziale – dovrebbe prendere il via l’immunizzazione delle persone con più di 65 anni, che rappresentano il 28% della popolazione.

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