Vaccini agli over 80, Draghi attacca le regioni ma i governatori non ci stanno: «Noi stiamo seguendo il piano. Il caos è colpa del governo»

Le regioni non incassano le accuse del governo. Anzi, rispediscono tutto al mittente chiarendo chi, secondo loro, ha in mano le redini della campagna vaccinale

«Io rispondo per la mia regione e posso dirle che, in Abruzzo, seguiamo, sin dal primo giorno, le indicazioni e il piano vaccinale del governo». Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo risponde così sulla questione sollevata ieri da Mario Draghi in Parlamento sulla responsabilità delle regioni nella gestione del Coronavirus. Il presidente del Consiglio ha infatti affermato: «Nella copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono importanti differenze regionali che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale».


Marsilio: «Basta lanciare accuse nel mucchio»

Marsilio non vuole fare polemiche ma rispedisce al mittente le accuse, ricordando anche le difficoltà incontrate: «Come tutti sanno il piano di vaccinazione, nazionale, ha avuto diversi problemi: dalle forniture agli stop» prosegue il presidente della Regione Abruzzo. E sottolinea: «Pensate ad AstraZeneca. È un vaccino che ha avuto un’indicazione anagrafica molto bassa per la somministrazione che ha creato, certamente, non pochi ritardi. Ripeto. Abbiamo sempre seguito le indicazioni del governo centrale, anche sulle categorie a cui dare la precedenza. Sarebbe più corretto, quindi, che quando si lanciano certe accuse si provi, almeno, ad essere chiari, senza “sparare” nel mucchio».

Toti: «Il piano vaccinale è stato votato in Parlamento»

Altri governatori si sono uniti al coro di Marsilio. Come il presidente della Liguria Giovanni Toti che, sentito da Open, ha ribadito la sua linea: «Draghi ha certamente ragione, occorre vaccinare tutti a partire dall’età più avanzata e dalle fragilità ma credo che il presidente sappia che il piano vaccinale, con le categorie prioritarie e le precedenze, è stato fatto dal Governo, e aggiornato più volte col voto del Parlamento». Anche il presidente ligure parla del “caos” creato da AstraZeneca: «Le categorie prioritarie, per esempio, sono nate nel momento in cui su AstraZeneca, sempre non per volere delle regioni, si è fatta confusione: dall’età di utilizzo, prima più bassa poi più alta, fino allo stop del stesso vaccino». 

Sicuramente l’affondo di Draghi sulle regioni porta alla mente la tanto discussa questione delle autonomie regionali e della riforma del Titolo V, questione che però, secondo Toti va guardata con occhi diversi e con un po’ di onestà: «Del Titolo V possiamo certamente discutere, ci mancherebbe, molte cose sono da rivedere, ma se dobbiamo guardare a chi ha svolto meglio il suo compito in questa pandemia, devo dire che certamente le Regioni vincono sul Governo centrale». Il presidente ligure, infatti, ritiene che dal punto di vista organizzativo, dei mezzi messi in campo, ma anche dal punto di vista della legislazione – mai stata chiara fino in fondo dice il governatore –  le regioni avrebbero avuto una “marcia” in più.

E proprio sulla questione della sanità Toti non ci sta: «Le regioni hanno svolto il loro compito fino in fondo. A chi vuole la sanità centralizzata ricordo sommessamente la storia dei commissari in Calabria, che sono commissari governativi. In tutta franchezza non mi sembra che l’esempio della sanità centralizzata sia qualcosa da portare come medaglia. C’è sempre un vecchio vezzo italiano: quando le cose non vanno, di pensare a centralizzare tutto».

Zaia: «Draghi è persona intelligente ma l’hanno informato male»

Anche il governatore del Veneto Luca Zaia ha puntato i piedi sull’accusa fatta dal governo centrale, cercando di non essere troppo polemico nei confronti del presidente del Consiglio ma rispondendo sicuramente a tono: «Draghi, che ho sostenuto e che sostengo, è persona  intelligente e di esperienza. Evidentemente qualcuno ha omesso di dirgli  però che le categorie vaccinate non anziane sono quelle che rientrano nel piano nazionale. Che sia colpa delle regioni proprio no, su questo sono pronto al confronto».

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