Coronavirus, in Germania scatta l’obbligo di test per chi entra nel Paese via aereo. In Danimarca stop ad AstraZeneca fino a metà aprile

In Svezia AstraZeneca resta sospeso per gli under 65. Negli Stati Uniti, dopo il rimprovero degli esperti per aver consegnato alla Fda risultati obsoleti, sono stati aggiornati i risultati dei test dalla casa farmaceutica

GERMANIA

EPA/FILIP SINGER

Obbligo di test anti-Covid per chi entra nel Paese

Il ministero della Salute tedesco ha deciso: a partire da domenica chiunque voglia entrare in Germania via aereo sarà obbligato a sottoporsi a un test anti-Covid generalizzato che escluda la positività all’infezione. La decisione arriva il giorno dopo le scuse della cancelliera Angela Merkel alla cittadinanza per aver fatto dietrofront sul lockdown a Pasqua («è stato un mio errore»). Intanto, la Germania sostiene la possibilità che la Commissione europea possa avviare una discussione con l’azienda che produce il vaccino Sputnik V per capire se questa possa effettivamente essere una strada percorribile nella strategia Ue. Condizione imprescindibile sarà la valutazione dell’Agenzia europea del farmaco circa la sicurezza e l’efficacia del preparato anti-Covid.


SVEZIA

EPA/Jessica Gow

Astrazeneca solo agli over 65

In ritardo rispetto agli altri Paesi, ma alla fine anche la Svezia ha deciso di riprendere le somministrazioni con il vaccino AstraZeneca. Non del tutto però. L’agenzia per la Salute svedese ha infatti deciso di riattivare le vaccinazioni solo per gli ultra sessantacinquenni. Il farmaco anti-Covid di Oxford resta dunque sospeso per gli under 65. Nel Paese continuano le indagini a proposito della presunta correlazione tra la somministrazione e i casi – anche se molto rari – di trombosi. «Il vaccino è perfetto per i più anziani, tra i quali molti si ammalano gravemente ogni giorno», ha detto il direttore generale Johan Carlson. «Non abbiamo rilevato rari e seri effetti collaterali tra gli anziani. In base a queste premesse rimuoviamo la sospensione per le persone che hanno più di 65 anni».

DANIMARCA

EPA/HENNING BAGGER DENMARK OUT | Ricercatori dell’Università di Aalborg in fase di studio e monitoraggio delle varianti del Coronavirus

La Danimarca proroga lo stop ad AstraZeneca fino al 18 aprile

La Danimarca ha prolungato la sospensione della somministrazione del vaccino AstraZeneca per altre 3 settimane (almeno fino al 18 aprile), nonostante il via libera dell’Ema. La decisione «è stata presa sulla base di presunti effetti collaterali», ha riferito Tanja Erichsen dell’Agenzia danese per i medicinali. «Vorrei sottolineare che non sto parlando di normali coaguli di sangue – prosegue -. Non si può escludere che ci sia una connessione tra il vaccino anti-Covid e i casi molto rari di trombosi». 

USA

EPA/RUNGROJ YONGRIT | Una fiala del vaccino AstraZeneca contro il Coronavirus

Astrazeneca conferma l’alta efficacia del vaccino contro la Covid-19

AstraZeneca ha diffuso dati più aggiornati sull’efficacia del vaccino contro il Coronavirus, dopo le polemiche dei giorni scorsi negli Stati Uniti da parte degli esperti della Fda che lamentavano di aver ricevuto risultati obsoleti della sperimentazione svolta negli Usa. Secondo l’ultima nota di AstraZeneca, il vaccino anti Covid-19 risulta efficace al 76% nel contrastare la malattia e al 100% nel prevenire l’infezione in forma grave. Sulla base di questi risultati, la casa farmaceutica ha intenzione di proseguire nella richiesta di autorizzazione all’uso in emergenza del vaccino negli Stati Uniti, considerando il livello alto di efficacia contro la malattia negli adulti e anche negli over 65.

I precedenti dati forniti il 22 marzo dall’azienda al Data safety monitoring board riferivano un’efficacia leggermente più altra, cioè il 79% contro la malattia. Quel dato era risultato della sperimentazione svolta su 30 mila volontari negli Usa, Cile e Perù che però risalivano al 17 febbraio, prima quindi che scoppiassero ulteriori polemiche sul vaccino dopo i casi di morti sospette in Europa, poi chiariti dall’Ema.

BRASILE

EPA/Joedson Alves | Il nuovo ministro della Salute brasiliano, Marcelo Queiroga

Il nuovo ministro della Salute brasiliano punta a 1 milione di vaccinati al giorno

Si presenta con una promessa ambiziosa il nuovo ministro della Salute brasiliano, il cardiologo Marcelo Queiroga, quarto a ricoprire quell’incarico sotto la presidenza di Jair Bolsonaro dopo le dimissioni del generale Eduardo Pazuello. Queiroga ha promesso di «vaccinare contro la Covid-19 un milione di persone al giorno», puntando a 500 mila vaccinati quotidianamente già «nel breve periodo». Al momento la campagna vaccinale brasiliana viaggia al ritmo di 300 mila somministrazioni al giorno, ma secondo il nuovo ministro della Salute è «una meta plausibile triplicare il numero di vaccinazioni quotidiane».

Queiroga si insedia nel pieno di una grave crisi pandemica in Brasile, dove è stato raggiunto un nuovo picco di decessi, oltre 3 mila in un giorno, superando in totale quota 300 mila: «È una situazione grave – ha detto Queiroga nella sua prima conferenza stampa – che necessita l’attenzione di tutti». Un apparente cambio di rotta del governo brasiliano contro la pandemia spinto anche dal presidente Bolsonaro, che è stato però contestato in diverse città durante un breve discorso televisivo in cui ha annunciato tutti i brasiliani saranno vaccinati entro la fine dell’anno.

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