Coronavirus, Gelmini sulle riaperture: «Cominceranno il 20 aprile ma il mese decisivo sarà maggio»

La ministra per gli Affari regionali ha chiesto interventi mirati nel prossimo scostamento di bilancio per aiutare le categorie più colpite

Terminato il lockdown dei giorni di Pasqua da ieri l’Italia è tornata a colorarsi di rosso e arancione. Oggi è stato il giorno del rientro in classe, in presenza, per milioni di studenti: dalle scuole dell’infanzia alla prima media. Mentre prosegue il piano vaccinale che – secondo le parole del commissario Figliuolo – dovrebbe raggiungere la capacità di 500 mila somministrazioni al giorno, il governo pensa a come riorganizzare le riaperture. «Le aperture ci saranno, soprattutto da maggio, forse qualcosa già dal 20 aprile si potrà riaprire», ha dichiarato oggi la ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Maria Stella Gelmini, agli Stati generali del settore Matrimoni ed eventi privati organizzato da Unanime, confederazione che raccoglie le associazioni della filiera.


Dichiarazioni che arrivano dopo le proteste di ieri dei ristoratori davanti alla Camera e gli scontri con la polizia. «È indispensabile – ha aggiunto Gelmini – che nel prossimo scostamento di bilancio che il parlamento varerà nei prossimi dieci giorni si dia riscontro alle categorie più colpite su come dare risorse più cospicue e come distribuirle», ha proseguito Gelmini. Sugli aiuti e i ristori è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. «La piazza di ieri mi fa ancora dire che bisogna procedere rapidamente ad ulteriori interventi di ristoro. C’è un disagio fortissimo, ma si inserisce anche chi cerca di strumentalizzare e chi è portatore di istanze che con il disagio economico non c’entrano nulla. Il supporto alle imprese, il sostegno alle attività sarà ancora necessario», ha dichiarato Orlando intervenendo a in onda a Rtl.

Sulle riaperture «è giusto fare ad ogni step delle valutazioni – ha aggiunto – ora mi concentrerei sul lavoro per raggiungere l’obiettivo della sicurezza. Dividersi mi sembra un esercizio abbastanza stupido. Lavoriamo tutti perché la vaccinazione raggiunga gli obiettivi più ambiziosi possibili».

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