AstraZeneca e trombosi, lo scienziato Bucci: «Ci vorranno anni per dimostrare un nesso, ma quanti morti provoca lo scetticismo?» – L’intervista

Il docente della Temple University ed esperto nel revisionare di studi scientifici commenta il verdetto di Ema e le decisioni dei governi sul vaccino di Oxford

A seguito della conferenza stampa dell’EMA sui presunti legami del vaccino anti Covid19 di AstraZeneca (Vaxzevria) con casi estremamente rari di trombosi, l’Italia ha deciso di allinearsi agli altri Paesi dell’Unione europea raccomandando il prodotto agli over 60. C’è confusione, soprattutto perché in passato si sosteneva che le dosi del vaccino anglo-svedese andassero somministrate alle persone sotto i 55 anni, come da indicazioni Aifa. L’EMA ha, ancora una volta, ribadito quanto affermato in precedenza: potrebbe esserci un effetto collaterale molto raro, ma non ci sono legami specifici.


Ciò che risulta fondamentale è che l’Agenzia non ha considerato la possibilità di fermare la vaccinazione, al contrario la consiglia caldamente e non ritengono dare indicazioni sulle azioni da adottare, lasciando agli Stati la facoltà di decidere. Molto probabilmente la mossa permetterà in Italia di mettere a disposizione un maggior numero di dosi per gli anziani, ma tutto questo cambiamento ha senso? Ne abbiamo parlato con Enrico Bucci, adjunct professor alla Temple University ed esperto nel revisionare di studi scientifici.

Per Bucci bisogna partire innanzitutto dai numeri, che parlano chiaro e sono essi a rendere questa storia quasi surreale, dato che stiamo occupando da settimane di 18 decessi su 86 casi sospetti su 27 milioni di dosi somministrate. «Questa è l’ennesima prova che l’arresto precedente era ingiustificato», afferma Bucci. I numeri critici sono talmente piccoli che risulta difficile, se non impossibile, trovare una risposta certa: «Non possiamo affermare o escludere un nesso con questi pochi dati, ma è normale di fronte a eventi estremamente rari».

Quanto ci vorrebbe per poter valutare con certezza un legame? Anni di ricerca, spiega Bucci: «La farmacovigilanza è sacrosanta e si deve continuare a investigare ogni singolo potenziale evento avverso. Detto questo, bisognerebbe identificare con estrema precisione una popolazione talmente specifica su cui quel piccolo numeratore possa veramente pesare, ma per farlo ci vorrebbero anni di ricerca. Il rischio di contrarre la Covid-19 risulta essere evidentemente più alto».

Basta ricorrere alla vasta scienza delle probabilità per comprendere l’entità del fenomeno. Bucci pone un esempio: «Dati alla mano, coloro che bevono abitualmente un bicchiere di birra hanno maggiori probabilità di sviluppare la trombocitopenia. Stiamo parlando di 800 morti al giorno in Europa contro 18 in tre mesi su 27 milioni di dosi di vaccino somministrate».

«Facciamo finta che venga trovato un legame e i 18 decessi siano dovuti al vaccino: cosa facciamo?», domanda Bucci. «Considerando che è stato vaccinato un decimo della popolazione europea, nel peggiore dei casi in tre mesi potremmo avere 180 morti, un numero estremamente basso rispetto ai decessi causati ogni giorno dal Coronavirus in Italia» Proprio su questo bisognerebbe fare una riflessione: «Quanti morti potrebbe aver causato la sospensione del vaccino AstraZeneca? Un numero enormemente più alto rispetto a quei 18 decessi».

L’EMA non ha alcun potere decisionale sulle scelte dei Governi e degli enti statali. L’Agenzia europea si basa sui dati e sulle opinioni degli esperti per fornire le proprie risposte che in questo caso, secondo Bucci, hanno «implicitamente smentito i tedeschi e la loro certezza sulla pericolosità invitando alla sospensione». L’AIFA un domani potrebbe decidere in via cautelativa la sospensione del vaccino, ma se affermasse che i rischi superino i benefici dovrebbe portare le prove e farle analizzare dall’EMA.

«Possiamo discuterne all’infinito, ma non riusciremo a sconfiggere l’avversione per quei 18 morti nella testa delle persone», conclude Bucci: «Potrebbero ricamare qualunque cosa da questa vicenda, ma i fatti parlano chiaro: a fronte di quei 18 morti abbiamo un Paese, l’Inghilterra, dove i decessi Covid19 sono evidentemente calati soprattutto grazie alla somministrazione di AstraZeneca. Se lo blocchiamo e qualcuno muore di Coronavirus, potremmo ritenerci contenti che sia deceduto senza vaccino?».

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