Coronavirus, atteso per la prossima settimana il parere di Ema su Johnson & Johnson. In Danimarca stop definitivo ad AstraZeneca

Nel giorno dello stop temporaneo di J&J negli Usa, Pfizer ha annunciato la consegna anticipata di 300 milioni di dosi

EMA

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Ema: «Indagini in corso, per ora i benefici superano i rischi»

L’Agenzia europea del farmaco fa sapere di essere al lavoro, di stare «indagando su tutti i casi segnalati relativamente al vaccino di Johnson & Johnson». Dopo questa analisi approfondita l’Ema sarà in grado di dire se sarà necessaria o meno un’azione normativa. L’agenzia sta lavorando insieme alla Food and drug administration statunitense e ad altri regolatori internazionali. I presunti casi di trombosi correlati hanno però imposto una accelerazione e duque è l’Ema «sta accelerando la sua valutazione e prevede di emettere una raccomandazione la prossima settimana». La linea dell’authority europea, mentre la revisione del vaccino è in corso, rimane quella secondo cui «i benefici del vaccino nella prevenzione del Covid-19 superano i rischi degli effetti collaterali». Stessa linea seguita anche per AstraZeneca. L’Ema continua a ribadire che «i benefici di AstraZeneca siano maggiori dei rischi», ma dopo la richiesta del commissario europeo alla Salute, l’agenzia «sta intraprendendo una revisione dei dati sulle vaccinazioni e sull’epidemiologia della malattia». Dall’Ema si attendono risposte anche sulla seconda dose: «L’agenzia valuterà se aggiornare le raccomandazioni per una seconda dose di Vaxzevria in coloro che hanno già ricevuto la prima dose».


VON DER LEYEN

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«Accordo con Pfizer per 50 milioni di dosi aggiuntive»

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha fatto sapere che è stato raggiunto un accordo con Pfizer per accelerare la distribuzione di vaccini, con 50 milioni di dosi aggiuntive consegnate nel secondo trimestre, a partire da aprile. «La bouna notizia è che le vaccinazioni accelerano – ha detto – gli Stati membri hanno ricevuto 126 milioni di dosi. Sono felice di annunciare che oggi abbiamo raggiunto i 100 milioni di vaccini somministrati, un traguardo di cui andare fieri. Di questi 100 milioni, più di un quarto sono seconde dosi», ha spiegato la presidente. Von der Leyen ha poi spiegato che «ad un certo punto, potremmo aver bisogno di vaccini di richiamo per rafforzare e prolungare l’immunità e, se ci sarà una variante che sfugge al vaccino, avremo bisogno di sviluppare vaccini che siano adattati alla nuova variante e ne avremo bisogno presto e in quantità sufficiente». Infine, ha parlato di una nuova trattativa in fase di avvio con BioNTech-Pfizer per un terzo contratto di fornitura dei vaccini che «prevede la consegna di 1,8 miliardi di dosi nel periodo dal 2021 al 2023».


DANIMARCA

EPA/Piroschka van de Wouw

La Danimarca annuncia lo stop definitivo alle vaccinazioni con AstraZeneca

Il vaccino AstraZeneca è stato definitivamente escluso dal programma di vaccinazione danese. Il ministero della Salute della Danimarca e l’Agenzia danese del farmaco hanno convocato una conferenza stampa per oggi, mercoledì 14 aprile, per presentare i risultati degli studi effettuati sul preparato anglo-svedese e delle ripercussioni che questo stop definitivo avrà sul piano vaccinale anti-Covid nazionale. Il vaccino di Oxford era stato sospeso in Danimarca lo scorso 11 marzo, a seguito delle segnalazioni in tutta l’Unione Europea di rarissimi casi di eventi trombolitici avvenuti dopo la somministrazione della prima dose di vaccino. 

USA

EPA/ROB ENGELAAR | Una confezione di fiale del vaccino di Johnson&Johnson

I vaccini di Pfizer e Moderna mantengono alta protezione per almeno nove mesi

La protezione dei vaccini anti Covid prodotti da Pfizer e Moderna potrebbero proteggere almeno per nove mesi dalla somministrazione. Nel giorno dello stop temporaneo a Johnson&Johnson per i sei casi sospetti di coaguli negli Stati Uniti, il direttore delle ricerche delle analisi biologiche della Fda, Peter Marks, ha chiarito che i due vaccini basati sulla tecnologia mRna hanno dimostrato una capacità di proteggere dalla malattia per un tempo maggiore rispetto a quanto dichiarato dalle stesse aziende: «Noi crediamo che la durata sia di nove e continueremo a studiare questa ipotesi. Ogni mese che passa accumuliamo più dati e certezze».

La società Moderna ieri, 13 aprile, ha confermato che l’analisi dei dati sulla protezione del proprio vaccino ha dimostrato una protezione di oltre il 90% dopo sei mesi, di circa il 95% contro le forme più gravi della malattia. E mentre anche gli Stati Uniti fanno i conti con possibili intoppi nella disponibilità delle dosi dopo lo stop di J&J, Pfizer ha annunciato di aver aumentato la produzione americana del 10%. In un tweet l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, ha detto che l’azienda fornirà 300 milioni di dosi due settimane prima del previsto.

SUDAFRICA

EPA/GCIS | Il ministro della Salute sudafricano Zweli Mkhize

Anche il Sudafrica ferma J&J

Anche il governo del Sudafrica ha deciso di sospendere temporaneamente l’uso del vaccino di Johnson&Johnson, dopo la decisione di ieri della Fda negli Stati Uniti. Pur non essendo ancora emersi casi sospetti nel Paese, il ministro della Salute sudafricano, Zweli Mkhize, ha detto che la decisione della Fda: «Non può essere presa alla leggera. Sulla base dei consigli dei nostri scienziati – ha aggiunto – abbiamo deciso di sospendere volontariamente l’uso di J&J fino a quando la relazione causale tra lo sviluppo di coaguli e il vaccino non sarà sufficientemente analizzata».

Il Sudafrica è il Paese africano più colpito dalla pandemia, soprattutto dopo la seconda ondata legata alla variante locale. Il piano di vaccinazione nazionale aveva previsto l’uso di J&J per gli operatori sanitari, dopo aver rinunciato all’uso di AstraZeneca, che inizialmente rappresentava il principale vaccino del piano sudafricano, salvo poi dimostrarsi poco efficace contro la variante. Entro fine aprile il Sudafrica attende 31 milioni di dosi da Johnson&Johnson, indispensabili per proseguire con le somministrazioni.

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