Minneapolis, arrestata e portata in cella la poliziotta che ha ucciso l’afroamericano Daunte Wright

Kim Potter, che ieri ha lasciato le forze dell’ordine, è stata incriminata per un reato equivalente al nostro omicidio preterintenzionale: rischia fino a 40 anni di carcere

Kim Potter, la poliziotta bianca che domenica 11 aprile ha ucciso il 20enne afroamericano Daunte Wright a Minneapolis con un colpo di pistola e che ieri ha dato le dimissioni dal corpo, è stata incriminata per omicidio di secondo grado, ovvero privo di premeditazione. Secondo il codice penale del Minnesota, il reato si configura quando una persona «corre coscientemente il rischio di causare la morte o il grave ferimento di qualcuno». Equivale al nostro omicidio preterintenzionale ed è punito con una pena massima di 40 anni di carcere. Potter è stata arrestata e portata in cella. Prima dell’incriminazione, un gruppo di manifestanti si era riunito per protestare davanti alla sua casa, ma lei si era già trasferita altrove. La polizia, in ogni caso, aveva eretto barriere di cemento e recinzioni metalliche per proteggere l’abitazione, con alcuni agenti di pattuglia a sorvegliare la situazione.


Wright è stato ucciso mentre a Minneapolis si sta celebrando il processo contro Derek Chauvin, uno dei poliziotti incriminati per la morte di George Floyd. Il suo omicidio ha provocato scontri tra centinaia di manifestanti e la polizia in tenuta antisommossa, che ha usato gas lacrimogeni per disperdere la folla. Secondo la versione delle forze dell’ordine, Wright era stato fermato per un’infrazione stradale. Poi gli agenti avrebbero scoperto che a suo carico c’era un mandato d’arresto in sospeso e avrebbero cercato di bloccarlo. A quel punto Wright avrebbe cercato di fuggire rientrando in macchina e Potter avrebbe aperto il fuoco. Wright sarebbe comunque riuscito a partire, percorrendo alcuni isolati prima di schiantarsi contro un’altra auto ed essere dichiarato morto.

Anche il capo della polizia locale di Minneapolis, Tim Gannon, si è dimesso. Ha detto che Potter avrebbe usato per sbaglio la sua pistola d’ordinanza scambiandola per il taser quando Wright ha tentato di fuggire. «Ti sparo col taser, ti sparo col taser!», ha intimato la donna stando al filmato ripreso dalla sua body cam. Ma Aubrey Wright, il padre della vittima, ha replicato: «Un errore? Non suona nemmeno bene. Quella poliziotta è stata in servizio per 26 anni!». Secondo il New York Times, negli ultimi 20 anni ci sono stati 15 casi di poliziotti che hanno scambiato la pistola con il taser. Solo cinque sono stati processati e solo tre condannati.

Intanto in Maryland si è verificata una nuova tragedia: un agente ha ucciso, sparandogli di fronte alla sua casa, Peyton Ham, un 16enne che brandiva un’arma rivelatasi poi ad aria compressa. Secondo alcuni testimoni, il ragazzo avrebbe puntato l’arma contro il poliziotto, che ha sparato ferendolo. L’adolescente avrebbe estratto quindi un coltello cercando di rialzarsi e l’agente gli avrebbe sparato di nuovo dopo avergli intimato inutilmente di lasciarlo cadere. Sia l’agente, sia la vittima sono bianchi. Il poliziotto, in servizio da due anni e sette mesi, è stato sospeso. Al momento dell’intervento non indossava la body camera.

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