Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Ponte Morandi, in una lettera anonima del 2014 i rischi sul collasso: «Crollerà, meglio prevenire»

La lettera era stata inviata all’Ad di Autostrade Castellucci e aveva creato scompiglio in tutta la direzione generale

«Per costruire un nuovo ponte occorreranno nuovi svincoli e nuovi raccordi stradali, effettuare degli sfratti e tante altre cose. Per fare tutto potrebbe occorrere una decina d’anni, così andiamo circa a 25 anni, e il vecchio ponte intanto crolla. Visti i tempi italiani, bisogna aver almeno cominciato la progettazione di un ponte sostitutivo. Penso sia meglio prevenire». Un passaggio chiaro, contenuto in una lettera datata 8 ottobre 2014 e indirizzata all’allora amministratore delegato di Aspi, Giovanni Castellucci e, per conoscenza, all’allora ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e ad altri destinatari, tra cui l’ex sindaco di Genova, Marco Doria, l’ex presidente della Regione, Claudio Burlando, e l’assessora alle Infrastrutture Raffaella Paita. L’infrastruttura a cui fa riferimento la lettera anonima, mostrata in esclusiva dal TgLa7, è il Ponte Morandi di Genova, il viadotto sul Polcevera collassato il 14 agosto 2018 causando la morte di 43 persone. 


Già nel 2014 era dunque visibile il cattivo stato di salute del ponte che, secondo chi scrive la lettera, risultava già allora a rischio crollo e necessitava di manutenzione. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il documento aveva creato scompiglio nella direzione generale di Autostrade. Tant’è che il 13 ottobre 2014 venne avviato uno scambio tra Massimo Meliani, responsabile Ponti e viadotti di Aspi, e Fulvio di Datteo, Responsabile Opere strutturali, entrambi attualmente indagati per il crollo del Morandi.


Nello scambio viene assicurato che il ponte è «sotto costante monitoraggio e manutenzione preventiva» e risulta pertanto «idoneo all’esercizio, mantenendo i propri coefficienti di sicurezza a livelli non inferiori a quelli del progetto originario». Ma come è emerso nel corso delle indagini dopo il crollo del 2018, dal catalogo rischi di Aspi risulta tutt’altro: il Ponte Morandi era l’unica opera a rischio crollo, proprio per mancata manutenzione della struttura. 

Continua a leggere su Open

Leggi anche: