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Colao e la rivoluzione del digitale: «Connessione veloce per tutti e corsi di formazione per chi è rimasto indietro»

Per il ministro a beneficiare di questa trasformazione saranno specialmente i giovani: «Avranno maggiore opportunità di apprendimento, maggiore accesso al lavoro»

L’Italia dovrà essere un Paese «più equo e con più opportunità per i giovani e le donne» grazie alla connessione digitale e anche del ruolo dello Stato nell’economia. Questo è l’obiettivo di Vittorio Colao, che si definisce un «idraulico del digitale: il mio compito è innanzitutto mettere le nuove tubature dell’Italia come si fa in una casa quando bisogna ristrutturare». La parola chiave è dunque digitalizzazione. Tra le priorità in agenda del ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale – già ex Ceo Vodafone – c’è quella di risalire la classifica dei Paesi europei con il maggiore livello di digitalizzazione.


Per ora l’Italia occupa le ultime posizioni, e dovrebbe raggiungere i primi posti tra fine 2026 e inizio 2027. «Un obiettivo ambizioso, molto ambizioso», spiega Colao a la Repubblica. «Questa volta abbiamo le risorse necessarie per poterlo conseguire. Vogliamo consentire a tutti, famiglie, scuole, imprese di avere la connessione ultraveloce. È del tutto realistico progettare di raddoppiare la copertura della banda larga, ci stiamo già lavorando. Serve il governo nel ruolo di arbitro per garantire una buona concorrenza tra operatori, servono i fondi del Pnrr ma servono anche gli investimenti privati».


La rete unica e i giovani

Sulla creazione e la necessità di una rete unica, il ministro sottolinea: «In questo processo il governo sia arbitro, non giocatore. Va assicurata l’equità nell’accesso alla connessione veloce e una concorrenza aperta e leale. Vogliamo assicurare che ci siano le stesse condizioni per chi vive alle pendici della Sila e chi nel centro di Roma. Spetta agli operatori privati trovare le soluzioni concorrenziali o consortili e quale tecnologia usare».

A beneficiarne, quando il processo verrà ultimato, saranno soprattutto le nuove generazioni: «Il motivo risiede in una maggiore opportunità di apprendimento, maggiore accesso al lavoro, più opportunità imprenditoriali. Ma subito dopo ci sono le donne, direi per le stesse ragioni. Se pensiamo di rilanciare il Paese, che viene da decenni di crescita bassa e di debito, non possiamo permetterci di farlo senza utilizzare al meglio il 50% delle nostre risorse. Non a caso prevediamo a fine piano quasi il 4% di crescita dell’occupazione per le donne. Ma c’è un altro aspetto che va considerato», ha aggiunto.

Arretratezza digitale e soluzioni

Non bisogna però dimenticare un certo livello di arretratezza digitale accumulato dalla popolazione italiana. Basti pensare al 17% dei cittadini tra i 16 e i 74 anni che non ha mai usato Internet, contro il 9% della media europea. Come recuperare un ritardo simile? Per Colao «si recupera dando la connettività, avviando programmi di formazione, ammodernando la pubblica amministrazione. A questo scopo prevediamo anche una sorta di servizio civile digitale».

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