Omofobia, Michele Bravi risponde a Pio e Amedeo: «Le parole sono importanti, scrivono la storia» – Il video

«Le parole contano», ha detto il cantante sul palco del Concerto del Primo Maggio. «Io ci ho messo tanti anni per trovare quelle giuste per raccontare il mio amore per un ragazzo»

«Non si può più dire niente, non si può più dire neg*o. Oggi contano più le parole delle intenzioni». Lo sketch di Pio e Amedeo dal titolo L’ironia salverà il mondo, andato in onda durante il varietà di Mediaset Felicissima sera, ha provocato le indignazioni di artisti e personaggi dello spettacolo che non si sono ritrovati nelle affermazioni dei due comici. Tra chi ha preso la parola c’è stato il cantante Michele Bravi, che ha fatto coming out nel 2017, il quale ha risposto indirettamente al duo con un discorso dal palco del Concertone del Primo Maggio, a Roma.


Secondo la posizione di Pio e Amedeo, usare le parole neg*o e fr**io in contesti “amichevoli” non è pericoloso né discriminatorio. «Conta la cattiveria, non le parole», aveva detto Amedeo. Per Bravi – e per molti altri – però, la questione non è così semplice: «Le parole sono importanti tanto quanto l’intenzione», ha detto il cantante da Piazza San Giovanni. «Le parole scrivono la storia. La mia community lo sa bene: io ci ho messo tanti anni per trovare le parole giuste per raccontare il mio amore per un ragazzo. Grazie a chi vorrà ancora ascoltarle».

Immagine di copertina: ANSA/CLAUDIO ONORATI

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