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Domani i nuovi colori delle Regioni: Puglia in giallo, spera anche la Calabria. La Campania rischia di tornare arancione

Attesa per i dati settimanali della Cabina di Regia sull’andamento dell’epidemia in Italia: ecco come può cambiare la mappa delle restrizioni

Domani, 7 maggio, la Cabina di Regia dell’Istituto Superiore di Sanità diffonderà come ogni venerdì i dati settimanali sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 sul territorio nazionale, che determineranno i nuovi colori delle Regioni da lunedì 10 maggio, con relative restrizioni. Secondo i dati preliminari forniti dalle singole Regioni la maggior parte del Paese potrà rimanere in giallo.


Le Regioni che sperano nella zona gialla

Attualmente in arancione, spera nel giallo la Calabria. Nel monitoraggio di venerdì scorso la Regione ha registrato una curva dei contagi in diminuzione e un indice Rt sotto l’1 (0,75). L’aspetto che preoccupa però è la pressione ospedaliera che tiene in bilico la Regione. Situazione analoga in Sicilia: il bollettino settimanale incoraggia sul fronte del numero di casi registrati ma il ritmo di vaccinazioni rischia di costringere la Regione a restare in arancione. Spera in un allentamento delle restrizioni anche la Basilicata. A passare sicuramente in zona gialla da lunedì 10 maggio sarà la Puglia, che si unirà alle altre Regioni già nella fascia più bassa di rischio: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto e alle province autonome di Bolzano e di Trento.


La Campania “sorvegliata speciale”

La Campania potrebbe invece passare dal giallo all’arancione. L’indice Rt è di 1.08 e solo a Napoli, la scorsa settimana, si è registrata una incidenza di 251 casi ogni 100 mila abitanti. A incoraggiare è la rapida diminuzione dei posti letti occupati in terapia intensiva anche se lievemente oltre la soglia del 30%. «Stamattina mi sono intossicato sentendo che la Campania rischia la zona arancione» aveva detto giorni fa il presidente di Regione Vincenzo De Luca. «Noi abbiamo un dato alto sui positivi che troviamo, ma per il resto, abbiamo il dato più basso di occupazione delle terapie intensive, e il numero minore di decessi Covid».

La questione Sardegna

Quella che è stata la prima Regione in zona bianca, finita nel giro di poche settimane in zona rossa e poi arancione, ora punta al giallo. L’assessore alla Sanità Mario Nieddu continua a chiedere una revisione dei parametri su cui misurare l’andamento del contagio. La richiesta formale dovrà arrivare al ministro Speranza e verterà soprattutto su una revisione del sistema a colori. «Il sistema non riesce a dare un’istantanea precisa e puntuale dell’effettivo livello di rischio» protestano da Cagliari, che dovrà in alternativa rassegnarsi ad almeno un’altra settimana in zona arancione.

La Valle d’Aosta verso la zona arancione

La Valle d’Aosta va verso il ritorno in zona arancione. I dati dell’ultima settimana indicano una riduzione del contagio: nella settimana dal 30 aprile al 6 maggio sono stati registrati 187 nuovi casi positivi su 100.000 abitanti, ben lontano dalla soglia dei 250 che hanno fatto scattare la zona rossa. L’indice Rt puntuale è ampiamente sotto l’1.

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