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M5s, continua il braccio di ferro tra Conte e Casaleggio. L’ex premier: «Il simbolo è e rimane del Movimento 5 Stelle»

Durante una riunione con i pentastellati di Torino, l’ex premier ha assicurato che le liste che rappresentano il M5s possono continuare a utilizzare il simbolo per tutte le loro attività

In vista delle amministrative di ottobre ci sarà bisogno di un disegno politico «unitario e complessivo». È questa la linea dettata da Giuseppe Conte durante un incontro virtuale con i rappresentanti del M5s di Torino. «Qualora emergessero chiusure di parte, in particolare da parte del Partito Democratico, che negassero questa prospettiva – aggiunge – il Movimento 5 Stelle metterà in campo le migliori risorse possibili», ha dichiarato l’ex premier, non escludendo quindi un’alleanza con il Pd. In particolare Conte ha annunciato che ci sarà «un confronto con tutte le anime che hanno dato il loro contributo nell’esperienza del governo Conte II, e dall’esito di tale confronto dipenderanno anche le scelte sui territori».


Sul fronte interno, continua invece il braccio di ferro con Davide Casaleggio, dopo il divorzio tra i pentastellati e l’associazione Rousseau. Nei giorni scorsi Casaleggio si è ripreso il Blog delle stelle da cui è sparito il simbolo del Movimento. Ha dichiarato Conte, «il simbolo è e rimane del Movimento 5 Stelle». L’ex presidente del Consiglio ha assicurato inoltre che «le liste che rappresentano il Movimento 5 Stelle possono continuare a utilizzare il simbolo per tutte le loro attività».


Intanto, la decisione del Tribunale di Cagliari di respingere il ricorso presentato da Vito Crimi, continua a lasciare il M5s senza un vero capo politico. «Il Movimento è in fase di profondo cambiamento, innanzitutto a livello nazionale», ha detto Conte. «Da questo processo costituente, ora in fase finale, ci aspettiamo che grandi energie ed entusiasmo si sprigionino anche a livello locale. In ogni caso qualsiasi scelta locale dovrà essere fatta insieme», nell’ottica «di un disegno politico unitario – ha aggiunto – perché non è pensabile che una forza politica di respiro nazionale possa poi affidarsi a una gestione esclusivamente atomistica e parcellizzata delle realtà locali, perdendo completamente di vista il senso di un disegno politico unitario e complessivo».

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