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Il programma di Conte da aspirante capo M5s: «Alleati col Pd, ma alla pari. Sennò non ci stracciamo le vesti». Sui temi critici però non decide: «Si voti online»

L’ex premier sembra avere le idee chiare e sogna un nuovo Movimento. Intanto nel nuovo programma a Cinque Stelle c’è anche l’abbassamento delle tasse, tema caro al centro-destra

Da presidente del Consiglio a leader del Movimento Cinque Stelle. Giuseppe Conte è pronto a “riformare” il Movimento che guarda alle «esigenze dell’elettorato moderato» e che vuole occuparsi di «inclusione e giustizia sociale». «A me interessa abbassare le tasse. Sono di destra? Va benissimo. Poi dobbiamo riformare il fisco per renderlo più equo, la soglia dell’imposizione fiscale è già elevata», spiega l’ex premier in un’intervista al il Fatto Quotidiano. Conte vuole evitare i condoni: l’obiettivo, adesso, è agevolare la regolarizzazione delle posizioni fiscali dei cittadini. Una sorta di fisco amico, un tema caro al centro-destra. Ma per fare tutto questo servirà avere alle spalle un “partito” forte e un elettorato più solido di quello attuale.


Qual è la ricetta “vincente” di Conte

La ricetta “vincente” di Conte è quella di un nuovo programma e, dunque, di un nuovo M5s, pronto «entro questo mese», dove gli iscritti torneranno a votare e a dialogare. Un momento di confronto – che si preannuncia acceso – sarà senza dubbio sulla regola del doppio mandato che «non è attualmente nello statuto e quindi non sarà nel nuovo». Si tratta – prosegue l’ex presidente del Consiglio – di un tema che «affronteremo più avanti facendo votare gli iscritti». Ora «siamo pronti, abbiamo una carta dei principi e dei valori, un nuovo statuto, una piattaforma di voto alternativa. Ci sarà un momento di confronto e poi si voterà», spiega. Conte, dunque, si candida a capo del Movimento ma, in fondo, e questo è sotto gli occhi di tutti, c’è una base in fibrillazione con Rousseau che non ha alcuna intenzione di comunicare i dati degli iscritti all’ex premier perché – spiegano – si tratterebbe di «una grave violazione della legge sulla privacy».


Le Amministrative a Roma e l’alleanza con il Pd

La vera sfida sarà quella delle Amministrative a Roma: «Sono impegnato nel rapporto con il Pd in un dialogo alla pari, senza alcuna subalternità». Nessun dubbio, invece, sull’appoggio alla sindaca Virginia Raggi anche se «recentemente mi è stata prospettata la possibilità che il Pd potesse candidare Nicola Zingaretti, persona che ha la mia stima e la mia amicizia. Li ho avvertiti che questa candidatura avrebbe potuto avere ripercussioni serie sulla tenuta del governo regionale dove da due mesi siedono due assessori del M5s e loro hanno fatto la loro scelta. Ma non ci stracciamo le vesti se non proponiamo una soluzione congiunta». Conte auspica che al secondo turno il candidato «che avrà la meglio verrà sostenuto da tutti». Intanto a Torino c’è un candidato della società civile che« può mettere insieme tutti ed essere molto competitivo». «Il nome non lo dico ma il Pd lo conosce bene», dice. E potrebbe riferirsi al rettore del Politecnico di Torino.

Le polemiche

Conte, infine, risponde a tutte le polemiche che, in queste settimane, lo hanno riguardato direttamente, ma anche indirettamente. L’avvocato Piero Amara, coinvolto nello scandalo Loggia Ungheria, cita proprio Giuseppe Conte, come documentato da Open: «Non ho nulla a che fare con i loschi traffici del signor Amara. Non l’ho mai conosciuto. Il mio nome sarebbe stato fatto da Vietti con cui pure non ho mai avuto rapporti personali e professionali», replica lui. Da questo scandalo la magistratura ne esce «malconcia». Duro il commento su Matteo Renzi che ha incontrato Marco Mancini in autogrill: «Deve spiegare perché si trovava in un’area di sosta con un uomo dei Servizi con il quale non aveva motivi istituzionali per incontrarsi». Non ha più sentito il leader di Italia Viva ma «non esclude in futuro di incrociarlo in qualche autogrill». Sul video del garante del M5s, Beppe Grillo, che ha difeso il figlio Ciro dall’accusa di stupro, ha detto: «Rispetto la sua sofferenza così come rispetto quella di chi si sente vittima di questa vicenda». Su Rousseau: «C’è stata una pressante ingerenza nelle scelte politiche». E sul Ponte sullo Stretto ha concluso: «Dico di studiare bene le carte, serve un’istruttoria tecnica».

Foto in copertina di repertorio: EPA/OLIVIER HOSLET

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