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Caso Ciro Grillo, i video e quella telefonata rivelatrice: «Dai, mandali anche a me. Solo io non li ho visti»

Capitta, uno dei tre amici del figlio del fondatore del M5s, si rifiutò di condividerli. Ma dal dialogo intercettato dagli inquirenti si deduce che avevano già iniziato a circolare

Un’intercettazione agli atti dell’inchiesta della procura di Tempio Pausania nei confronti di Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, indagati per stupro di gruppo ai danni di Silvia, una ragazza di 19 anni, ha fatto scoprire ai carabinieri l’esistenza di due video relativi al giorno in cui tutto è accaduto, quelli che secondo Beppe Grillo proverebbero che la giovane era consenziente e che secondo l’accusa mostrerebbero invece gli abusi subiti.


«Ma dai. Sono l’unico che non li ha visti»

L’episodio è stato ricostruito dal Corriere della Sera e da la Repubblica. È il 9 agosto del 2019 e Capitta, che non sa di essere intercettato, parla al telefono con un ragazzo non identificato. Quest’ultimo gli chiede insistentemente di mandargli i filmati: «Dai, mandameli». Capitta risponde: «Ti ho detto di no». L’altro non cede, ma Capitta rimane fermo nella sua decisione: «No, non li mando a nessuno. Poi ti racconto quando vengo». E a questo punto il suo interlocutore ribatte: «Ma dai. Sono l’unico che non li ha visti».


Lo scambio ha fatto capire agli inquirenti non solo che esistevano dei filmati che era necessario acquisire, perché avrebbero potuto contribuire a fare chiarezza su quanto accaduto a Porto Cervo, nella casa del fondatore del M5s, il 17 luglio 2019. Ma anche che quelle immagini, presumibilmente, erano state già viste da molte persone. Le indagini hanno accertato che Capitta non ha mai mandato a nessuno i video presenti sul suo smartphone. Il 29 agosto vengono sequestrati i telefonini dei quattro ragazzi indagati e nella stessa giornata, nel corso di uno scambio di messaggi fra due di loro, i carabinieri annotano un’altra frase degna di nota: «Ho paura che quella ci ha denunciato».

La scadenza del 23 maggio

I filmati che il conoscente di Capitta avrebbe tanto voluto vedere sono almeno due e il loro contenuto è stato già più volte descritto dalle cronache. Uno dura circa 20 secondi e mostra Grillo, Capitta e Lauria fare sesso con Silvia. Per l’accusa è una violenza di gruppo, per la difesa un rapporto consenziente. Corsiglia non si vede perché pare dormisse, ma Silvia accusa anche lui di averla violentata per primo. Il secondo filmato mostra sempre i tre amici che si filmano in pose pornografiche accanto a Roberta, l’amica di Silvia, mentre dorme sul divano.

Gli avvocati dei quattro indagati stanno riflettendo se far interrogare di nuovo i loro assistiti e se proporre nuovi accertamenti sulle celle telefoniche, per definire meglio spostamenti e orari della giornata sotto inchiesta. Hanno tempo fino al 23 maggio, dopodiché la procura potrebbe chiedere il rinvio a giudizio. A quel punto il caso passerebbe al giudice per l’udienza preliminare, ma se la richiesta di nuovi accertamenti dovesse essere accolta, l’udienza stessa potrebbe slittare a dopo l’estate.

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