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Validità, utilizzo, finalità: tutto quello che c’è da sapere sul green pass italiano

Validità estesa a 9 mesi dal momento della vaccinazione, 6 dalla guarigione. E non servirà più aspettare il richiamo. Breve guida alle novità della certificazione che serve per viaggiare

Ci sono importanti novità sul green pass italiano, quel certificato che ci permette di spostarci liberamente da una regione all’altra, da uno stato all’altro e che può essere usato anche per andare in vacanza, per partecipare a eventi, spettacoli all’aperto, cerimonie civili e religiose (dal 15 giugno anche le feste di matrimonio, come spiegato da Open), fiere, convegni, congressi e forse anche per sale giochi, bingo e discoteche, quando riapriranno. Bisogna dimostrare di essere stati vaccinati, di essere guariti dal Covid o di essersi sottoposti a un tampone nelle 48 ore precedenti. Basta anche un test rapido, ovviamente con esito negativo. Il green pass italiano è stato introdotto dal decreto anti-Covid del 22 aprile 2021 e modificato con il decreto approvato ieri.


Come funziona il green pass italiano

Il green pass italiano vale per nove mesi (prima erano sei) dal momento della vaccinazione, sei dalla guarigione dal Covid, cioè dalla fine dell’isolamento. Un’altra novità sta nel fatto che può ottenerlo anche chi ha avuto solo la prima dose di vaccino. Non serve, dunque, aver completato l’intero ciclo vaccinale. Il green pass viene rilasciato 15 giorni dopo la prima dose (quasi una sorta di “foglio rosa”), senza necessità di aspettare il richiamo. Il green pass, tra l’altro, vale anche per i minori e non ha alcun costo. L’unica spesa da sostenere è quella del tampone molecolare o rapido (per chi non è vaccinato né guarito). I giovani, che nella stragrande maggioranza non sono ancora vaccinati, possono fare ricorso ai test rapidi gratuiti in diverse città d’Italia, grazie alla Croce Rossa.


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A cosa serve e come ottenerlo

Il green pass italiano, dunque, serve per spostarsi nelle zone rosse o arancioni mentre per quelle gialle non è richiesto (in questo caso ci si può muovere liberamente). Va bene sia in formato digitale che cartaceo e può essere richiesto direttamente ai soggetti autorizzati. Nello specifico, per i vaccini alla struttura sanitaria o all’autorità sanitaria locale dove è stata fatta la somministrazione; per i guariti dal Covid al medico di medicina generale o presso la struttura in cui si è stati curati; per il tampone al laboratorio in cui è stato effettuato.

Cosa cambierà con il green pass europeo

In attesa del green pass europeo, che dovrebbe arrivare nel mese di giugno (non è chiaro se a metà o a fine giugno) e sostituire quello nazionale, il certificato può essere utilizzato anche per andare in Europa ma solo nei Paesi che lo accettano (e non sono obbligati ad accettarlo). Quindi, prima di partire è sempre meglio informarsi per evitare cattive sorprese. Con il green pass europeo, invece, sarà possibile spostarsi all’interno dell’Unione Europea, e ovviamente anche in Italia, e le regole dovrebbero essere simili a quelle della certificazione italiana già in vigore. Il digital green certificate – questo il suo nome – non sarà più emesso dalle regioni ma da una piattaforma nazionale con tanto di QR code associato a un codice identificativo univoco a livello nazionale e leggibile da tutti gli stati europei. Concretamente, quando si andrà in giro per l’Europa – con il digital green certificate – basterà esibire un documento d’identità e il codice univoco. Ma bisognerà attendere ancora qualche settimana.

Foto in copertina: JESHOOTS.COM/UNSPLASH

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