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Il diktat della Lega ai suoi eletti: nessun confronto con Zan sulla legge contro l’omotransfobia

Ostellari, Ceccardi, Crippa: ogni tentativo di coinvolgimento di esponenti leghisti nel confronto organizzato da Open con il deputato Pd è fallito. E l’ordine di non esporsi è arrivato dall’alto

Nuova settimana, nuovo giro di discussioni, fraintendimenti e ostruzionismi sul ddl Zan, approvato lo scorso novembre alla Camera, ma ancora fermo nella commissione Giustizia al Senato. I suoi membri, dopo la decisione del presidente del collegio, il leghista Andrea Ostellari, di abbinare la proposta alternativa Ronzulli-Salvini, non conoscono ancora il numero di audizioni né quali esperti saranno ascoltati. La calendarizzazione per l’approvazione e il passaggio in aula del disegno di legge che porta il nome del deputato del Pd è lontana. La cifra della tensione tra centrosinistra e centrodestra si misura anche con il diktat arrivato dall’alto agli esponenti della Lega: nessuno deve partecipare a dibattiti con Alessandro Zan.


Open, che ha deciso di inaugurare il format di eventi live Open incontra affrontando proprio il tema delle leggi contro le discriminazioni e le violenze omolesbobitransfobiche, ha ospitato un confronto tra il deputato Zan e l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza. Certo, il punto di vista di un esponente del partito di Giorgia Meloni, il quale ha siglato la proposta Ronzulli-Salvini, è stato interessante. Peccato che, però, al tavolo non si sia seduto anche un esponente della Lega, forza politica di maggioranza che, contro il ddl Zan, si è scagliata più volte. A pochi giorni dall’evento, da via Bellerio è arrivato un secco “no” a qualsiasi tipo di confronto.


E dire che, in un primo momento, l’ufficio stampa del Carroccio si era dimostrato collaborativo. Dopo il rifiuto di Ostellari, Open ha chiesto di contattare l’europarlamentare della Lega – sconfitta alle elezioni regionali in Toscana da Eugenio Giani -, Susanna Ceccardi. A quel punto è scattato un veto su ogni nome proposto: «Della Lega non partecipa nessuno». Mancando l’appoggio degli addetti stampa del Carroccio, è stato proposto direttamente ad Andrea Crippa, vicesegretario federale della Lega, di partecipare all’evento di Open incontra. Crippa ha dato l’ok e, dopo una settimana, ha confermato la sua disponibilità a discutere con Zan del disegno di legge arenato nella seconda commissione di Palazzo Madama.

Open, per venire incontro alle esigenze di calendario di Crippa, ha posticipato di una settimana l’incontro. Era tutto pronto, con tanto di posto in prima fila riservato alla fidanzata del vicesegretario. Quando mancavano pochi giorni all’evento, l’ufficio stampa del Carroccio ha mandato un sms alla direzione di Open: né Crippa, né qualsiasi altro leghista – questo il contenuto del messaggio – si sarebbe confrontato con il deputato Zan sul ddl che porta il suo nome.

A quel punto, il vicesegretario del partito di Matteo Salvini non ha più risposto alle chiamate di Open: non c’è stato alcun tipo di chiarimento o giustificazione per il silenzio forzato dei leghisti. Rimane un dubbio: perché la Lega non vuole confrontarsi sulle leggi che contrastano l’omofobia, avendone appena sottoscritta una? Fidanza e Zan, nell’accesa ma leale discussione avuta a Open incontra, le proprie posizioni le hanno espresse e difese. I leghisti, invece, hanno preferito rimanere zitti e buoni.

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