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Variante Delta, l’Iss: «Ora riguarda il 16,8% dei casi in Italia, ma diventerà prevalente. Vaccini efficaci»

Lunedì è atteso il rapporto completo sulla diffusione delle mutazioni del virus nel nostro Paese

La variante Delta e il suo sottotipo Kappa rappresentano rispettivamente il 16,8 e il 4,2 per cento dei casi Covid in Italia. È il quadro delineato dal rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità che ha diffuso i dati ottenuti dal Sistema di Sorveglianza Integrata Covid-19 sulla presenza delle varianti del virus nel Paese. Secondo il dossier, che anticipa il documento sul quadro epidemiologico del prossimo 28 giugno, la variante Alpha rimane quella più diffusa con il 74,9 per cento dei casi rilevati. «Dalla nostra sorveglianza epidemiologica – dice Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss – emerge un quadro in rapida evoluzione che conferma come anche nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, la variante Delta del virus stia diventando prevalente. Con la prossima flash survey avremo una stima più precisa della prevalenza».


L’efficacia dei vaccini

Nelle comunicazioni dell’Iss, in particolare, vengono segnalate «evidenze che i vaccini in uso mantengano la loro efficacia nel prevenire casi di malattia e infezioni dovuti a questa variante». Lo studio dell’Iss tiene in considerazione anche che i dati di giugno sono ancora in fase di sviluppo. Nonostante questo, l’istituto comunica che c’è un aumento percentuale dei casi rilevato da oltre 5 mila sequenze ottenuto: il numero di casi diagnosticati cresce dallo 0,5 per cento di gennaio al 2,5 per cento di metà giugno. In generale, l’altra variante, la Gamma, interessa alcune regioni con prevalenza complessiva del 6,5 per cento. Le altre evoluzioni del virus, invece, riguardano solo l’1 per cento dei casi registrati nel Paese.


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