AstraZeneca al posto di Pfizer: l’errore del centro vaccinale di Nole Canavese

È successo sabato 19 giugno, 17 degli utenti sono under 60. La Asl fa sapere che al momento non si sono registrati sintomi diversi da quelli correlati alla vaccinazione anti-Covid

Il centro vaccinale di Nole Canavese in provincia di Torino ha somministrato per errore a 19 utenti il vaccino AstraZeneca invece di quello di Pfizer-BioNTech. È successo sabato 19 giugno, si tratta di otto donne e undici uomini e 17 degli utenti sono under 60. Secondo la Asl To4 l’evento è stato immediatamente comunicato agli interessati che sono stati posti sotto un protocollo di sorveglianza che prevede la presa in carico da parte di un medico della Asl e un monitoraggio ematochimico. Sempre secondo l’azienda sanitaria locale molti di loro hanno lamentato febbre alta, sudorazione accentuata, dolore alle articolazioni, ovvero le tipiche reazioni avverse lievi che derivano dalla somministrazione del vaccino.


Il centro vaccinale di Nole Canavese e AstraZeneca al posto di Pfizer

La stessa Asl ha fatto sapere che «al momento non si sono registrati «sintomi diversi da quelli comunemente correlati alla vaccinazione anti Covid», mentre la sorveglianza ematochimica non ha rilevato l’emergere di situazioni di rischio. Per spiegare la somministrazione di AstraZeneca al posto di Pfizer i medici hanno parlato di un errore nella fase di inoculazione. L’Asl ha ulteriormente rafforzato le procedure di controllo già operative nel centro vaccinale di Nole Canavese ed è in corso un’approfondita analisi interna.


Sulla vicenda oggi La Stampa riporta la testimonianza di una delle persone che ha ricevuto Vaxzevria: «Da quello che mi ricordo – dice – sembrava non fossero arrivate le dosi Pzifer. E mi sembra di aver capito che per non assembrare la gente hanno fatto le scorte che avevano. Io me ne sono accorto solo dopo che non era il vaccino previsto, il Pfizer. Tra l’altro il Covid io lo avevo già fatto un po’ di mesi fa ed ora, da cinque giorni, ho gli stessi sintomi. Speriamo vada tutto bene». «Mio figlio, che ha 38 anni, da cinque giorni soffre e ha dolori dappertutto» – racconta invece uno dei genitori dei giovani coinvolti. «Al di là dei sintomi mio figlio è molto preoccupato per le conseguenze che potrebbe avere questo tipo di vaccino se inoculato agli under 40, come è stato dimostrato dagli esperti. Mi stupisco come, per i livelli di controllo che dovrebbe avere la sanità in un processo così importante quale è la campagna vaccinale, possano succedere errori del genere, davvero è incredibile».

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