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«Grazie Raffaella»: davanti alla sede della Rai spunta una gigantografia con il volto della Carrà – Il video

Domani, alle 12, i funerali della signora della tv nella chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, su Piazza del Campidoglio

Tra gli omaggi che ieri la città di Roma ha riservato a Raffaella Carrà, c’è anche una gigantografia con il suo volto, comparsa davanti alla sede Rai di viale Mazzini. «Grazie Raffaella», recita la didascalia che campeggia sopra il caschetto biondo dell’artista scomparsa lunedì 5 luglio, all’età di 78 anni. Il poster è stato mostrato in occasione del corteo funebre che ieri, 7 luglio, dalle 16 ha fatto tappa in alcuni luoghi simbolo della televisione italiana, nella Capitale, fino ad arrivare al Campidoglio. Lì è stata allestita la camera ardente cui la cittadinanza potrà fare visita fino a stasera, a mezzanotte. Domani, poi, sono previsti i funerali: alle 12 nella chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, su Piazza del Campidoglio, l’ultimo saluto alla signora della tv. 


In una delle ultime interviste, Carrà aveva raccontato di aver vissuto l’ultimo anno, quello della pandemia Covid, con estremo timore. «Ho avuto e ho molta paura. Non esco e così questo 2020 è diventato un anno sabbatico, anche perché io non sopporto l’idea di lavorare con le distanze o con le mascherine. Meglio non lavorare». E di aver stoppato, all’improvviso, prima di chiunque altro, le riprese di quello che, alla fine, sarebbe stato il suo ultimo programma: «Era la seconda metà di febbraio: sento qualcosa in televisione e avverto dentro una strana inquietudine. Chiamo Rai 3 e dico: questo programma non si può fare, è troppo pericoloso. Non me la sento. Sono stata irremovibile. Ho detto a Sergio (Japino, storico compagno di Carrà, ndr): “Sergio, non ce la faccio, se si ammala uno di noi è il disastro”. Dopo una settimana è scoppiata la pandemia, poi si è chiusa l’Italia. Ho avuto fiuto. Mi dispiace che prima degli altri ho tolto lavoro a tante persone. Ma forse ho fatto del bene».


Video in copertina: Agenzia Vista, Alexander Jakhnagiev

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