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I presidi chiedono a Bianchi la vaccinazione obbligatoria per gli studenti: «L’alternativa è la Dad»

Il presidente dell’Anp Antonello Giannelli ha incontrato il ministro dell’Istruzione. Oltre ai vaccini, si è parlato della necessità di aggiornare il protocollo di sicurezza per i focolai

«Oltre al personale scolastico, serve anche l’obbligo di vaccino anti Covid agli studenti che possono farlo». Il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli ha incontrato oggi, 27 luglio, il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi per discutere del delicato tema del rientro in classe in autunno. «Le condizioni per un rientro duraturo e in presenza dipendono essenzialmente dall’esito della campagna vaccinale per personale della scuola e studenti», ha detto Giannelli, ricordando al ministro che l’alternativa a questo, «deve essere chiaro a tutti, è la didattica a distanza». «Bisogna poi rivedere il protocollo per la gestione dei casi e dei focolai – ha aggiunto -, perché il parere del Cts del 12 luglio non è sufficientemente preciso e deve essere tradotto in concrete indicazioni per le scuole». Giannelli non è il solo ad aver parlato nelle ultime ore di obbligo vaccinale: il ministro della Salute Roberto Speranza ha di recente invitato il governo a valutare «tutti gli strumenti a disposizione per far tornare tutti a scuola in presenza, in sicurezza e senza Dad», senza escludere dunque la possibilità anche di un obbligo.


La discussione aperta anche sugli insegnanti

La possibilità di un obbligo vaccinale che regoli il rientro a scuola del 13 settembre, è un’ipotesi che il governo ha riservato in primis ai docenti. La discussione è ancora in atto con più di 220 mila insegnanti e personale Ata che mancano all’appello dell’immunizzazione, senza aver ricevuto attualmente neanche una dose di vaccino anti Covid. Per ora l’esecutivo continua a discuterne, mentre il generale Figliuolo ha deciso la data del 20 agosto come termine ultimo per ricevere dalle Regioni l’elenco generale dei docenti e del personale non vaccinato. Se i dati non saranno migliorati e si riterrà ormai poco probabile raggiungere l’obiettivo del 93% di vaccinati entro la prima decade di settembre, la strada sarà quella di imporre a tutti la somministrazione. Nelle scorse settimane i presidi si erano espressi anche sul tema degli insegnanti, collocandosi tra le prime categorie a invocare l’obbligo di vaccino per tutto il personale scolastico e gli insegnanti. A distanza di pochi giorni la richiesta ora si estende anche per i ragazzi dai 12 ai 19 anni.


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