Tokyo 2020, Salvini sul caso del judoka Butbul: «Radiare a vita chi rifiuta di battersi con gli israeliani»

Il segretario leghista ha commentato la decisione di due atleti di non combattere contro un israeliano come segno di protesta per la causa palestinese

Ai Giochi di Tokyo 2020 ha fatto discutere il boicottaggio di alcuni atleti nei confronti del judoka israeliano Tohar Butbul. Prima un algerino, Fethi Nourine ha rifiutato di combattere con l’atleta in segno di protesta contro Israele e a favore della causa Palestina. Poi la volta di un combattente sudanese, Mohamed Abdalrasool, che però non ha fornito spiegazioni ulteriori sulla sua decisione. E dopo giorni dall’eliminazione dal torneo olimpico di judo dell’atleta israeliano anche Matteo Salvini ha deciso di commentare la vicenda. «Dipendesse da me radierei a vita chi si rifiuta di battersi con un atleta israeliano: una notizia che nei giornali ha avuto poco spazio ma si tratta di razzismo», ha detto il segretario della Lega durante il convegno “Lo sport come mezzo di contrasto e prevenzione al disagio giovanile”. «Non esiste un razzismo di serie A e uno di serie B, quando c’è di mezzo Israele», ha concluso.


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