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Dalla conversione all’Islam «per amore» allo studio del giapponese: chi è Massimo Stano, il marciatore da oro a Tokyo

Classe 1992, pugliese, perito informatico amante del Giappone e convertito all’Islam per amore. Ecco chi è Massimo Stano, il 29enne che ha riportato l’Italia in cima all’Olimpo della marcia 20km

Dopo Atene 2004, l’Italia torna a vincere l’oro nella marcia 20 km. E a tagliare per primo il traguardo a Tokyo 2020, con il tempo di 1h20’59, è stato il 29enne Massimo Stano. «Sono due mesi che mi ripetevo “Sono il più forte, il più forte del mondo”. Nella mia testa mi ripetevo: “Voi fate pure quel che volete, tanto io sono il più forte”», ha raccontato il campione olimpico a fine gara. Stano, classe 1992, è nato a Grumo Appula, ma è cresciuto a Palo del Colle, in provincia di Bari. La sua avventura nell’atletica inizia all’età di 11 anni, gareggiando come mezzofondista nella Fiamma Olimpia Palo. A 14 anni passa invece alla marcia nell’Atletica Aden Exprivia Molfetta, sotto la guida di Giovanni Zaccheo. A 19 anni viene arruolato nelle Fiamme Oro Padova e nel 2016 ottiene il suo primo traguardo internazionale: medaglia di bronzo agli Europei under 23 di Tempere 2016. In quell’occasione Stano arrivò quarto, ma salì sul podio a causa della squalifica per doping del russo Bogatyrev.


Da Sesto San Giovanni a Castelporziano, fino al trionfo olimpico

Dopo una parentesi a Sesto San Giovanni, sotto la guida di Alessandro Gandellini, e una lunga serie di infortuni, nel 2018 arriva la svolta. Stano si trasferisce a Castelporziano, vicino Ostia, nel quartier generale delle Fiamme Gialle della Guardia di Finanza, dove viene allenato da Patrizio Percesepe. Da qui inizia l’ascesa per il marciatore pugliese: primo nei campionati italiani di marcia nel 2018, con il tempo di con il tempo di 1h21’02”, mentre due mesi dopo si classifica terzo nei Mondiali a squadre di Taicang, con un tempo di 1h21’33”. Sempre nello stesso anno, per un solo secondo, non si classifica terzo ai Campionati europei di Berlino. Ma i suoi tempi continuano a migliorare, tant’è che a giugno 2019, in Spagna, batte il record italiano della marcia 20 km, con un tempo di 1h17’45”. Ai Mondiali di Doha dello stesso anno si classifica però 14esimo, con un tempo al di sotto dei suoi standard: 1h31’36”. Ma dopo il rallentamento degli allenamenti dovuto alla pandemia e i problemi fisici legati a una periostite, nel maggio 2020 si qualifica per le Olimpiadi, classificandosi con l’ottavo tempo nella Coppa Europa a Podebrady in Repubblica Ceca. E il resto è ormai storia dell’atletica italiana.


La conversione all’Islam «per amore» e la passione per il Giappone di Stano

Massimo Stano, oltre a essere un marciatore, è anche un tecnico informatico. Nel 2016, per amore, si è convertito all’Islam, sposando l’atleta Fatima Lotfi. Un destino comune: entrambi hanno iniziato la loro carriera atletica come mezzofondisti, e sono poi passati alla marcia. A marzo 2020, Stano è diventato papà di Sophie, a cui il marciatore a dedicato la vittoria olimpica, a mo’ di Totti: con il pollice in bocca come se fosse un ciuccio. Stano, poi, è un gran amante della cultura nipponica, a tal punto da considerare il Giappone «una seconda casa». Al termine della gara a Sapporo, infatti, l’oro olimpico Stano ha rivelato: «Mi piace tanto questo Paese, la gente, il paesaggio, i manga, la scrittura. Studio il giapponese da due anni, e vincere dove c’erano tre dei migliori del mondo è un valore aggiunto».

Foto in copertina: EPA/KIMIMASA MAYAMA

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