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Il contrattacco d’oro di Marcell Jacobs: «Io dopato? Ora gli inglesi dovranno guardare in casa loro»

Il campione a Unomattina: «Le accuse e i dubbi mi hanno ferito. Ma adesso l’accusa è per uno staffettista britannico»

La doppia medaglia d’oro Marcell Jacobs si prende la sua rivincita sugli inglesi dopo la sospensione per doping dell’atleta britannico Cj Ujah, che aveva vinto la medaglia d’argento con i compagni nella staffetta 4×100 alle Olimpiadi di Tokyo 2020. «Le accuse e i dubbi su di me non mi hanno toccato perché so tutti i sacrifici che ho fatto. Credo però che qualcuno dovrebbe guardare quello che hanno in casa prima di attaccare. Pochi giorni fa dicevano tante cose su di me, mentre ora l’accusa è per uno staffettista britannico», ha detto il campione a UnoMattina su Raiuno. Ieri Ujah è stato sospeso per presunta violazione delle norme antidoping. La sua squadra, formata da Zharnel Hughes, Richard Kilty e Nethaneel Mitchell-Blake, era stata superata dall’Italia che invece aveva vinto l’oro.


La rivincita di Marcell Jacobs

Jacobs ha anche spiegato perché ha rinunciato a tornare in pista il 21 agosto negli Stati Uniti: «Non è una decisione semplice, ma arrivi a un punto in cui capisci che questo è solo un punto di partenza e il prossimo anno ci sono appuntamenti importanti e io voglio arrivare al top del top e ho bisogno di prendere tempo per migliorare su alcuni aspetti che mi mancano. Devo resettare il sistema per ricominciare». Infine, una doppia promessa: «L’anno prossimo correrò anche i 200 metri per abbassare il mio tempo e migliorare nei cento. I tempi? «Credo si possa fare anche meno di 9″77. Io sogno in grande e non mi pongo limiti. Quel 9″80 fatto a Tokyo senza vento sarebbe stato 9″77 con un briciolo di vento, quindi non dico nulla di strano. Se ti poni dei limiti poi non puoi superarli, per questo non me li pongo».


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