Afghanistan, il M5S cerca una linea comune (che non c’è). Conte: «Dialogo serrato coi talebani». Di Maio: «Giudicare dalle azioni e non dalle parole»

L’ex premier confida in un regime «abbastanza distensivo», invitando l’occidente a tenere al tavolo gli estremisti islamici. Critiche da Iv e Fi: «Un insulto a chi sta soffrendo, a chi si nasconde, a chi fugge»

Mentre l’Afghanistan continua a vivere ore di tensione e sconvolgimento, l’assedio dei talebani sul territorio dell’Asia meridionale in Italia crea le prime divergenze politiche. La polemica nasce dal M5S e dalle parole pronunciate nella tarda serata di ieri 18 agosto dal leader del Movimento, Giuseppe Conte. «La necessità è quella di un dialogo serrato con il nuovo regime talebano, che si è dimostrato abbastanza distensivo». A Ravello per la presentazione di un libro, l’ex premier si è espresso sul tipo di atteggiamento da avere nei confronti della presa talebana di Kabul e del nuovo nato Emirato islamico dei talebani. Per Conte l’approccio del gruppo di combattenti si è mostrato «distensivo» ed è per questo che gli estremisti islamici vanno tenuto al tavolo con l’occidente. Il discorso ha suscitato non poche polemiche. Una delle posizioni opposte all’approccio del leader pentastellato è stata quella del compagno di Movimento e ministro degli Esteri Luigi di Maio. «È importante agire in maniera coordinata nei confronti dei talebani. Dobbiamo giudicarli dalle loro azioni, non dalle loro parole» ha detto il ministro. «Abbiamo a disposizione qualche leva, sia pur limitata, su di loro come l’isolamento dalla comunità internazionale e la prosecuzione dell’assistenza allo sviluppo fornita finora. Dobbiamo mantenere una posizione ferma sul rispetto dei diritti umani e delle libertà, e trasmettere messaggi chiari tutti insieme». A rispondere in modo diretto alle parole di Conte invece sono stati alcuni esponenti di Italia viva e Forza Italia, che hanno ritenuto il discorso dell’ex premier «irrispettoso delle sofferenze altrui». Il botta e risposta è continuato fino a poco fa, quando sul suo profilo Facebook Giuseppe Conte ha commentato il polverone alzatosi in merito alle sue ultime dichiarazioni, parlando di «bieca strumentalizzazione politica».


Conte a Ravello: «Dialogo costante con il nuovo regime»

«C’è da interrogarsi sul fatto che non è con le armi che risolveremo problemi così, per questo ci sarà bisogno di un dialogo costante con il nuovo regime». A Ravello Conte è sembrato piuttosto convinto sul tipo di rapporto da sostenere con il gruppo dei combattenti islamici. «Russia e Cina, in questo senso, devono sedersi al tavolo e l’occidente deve coinvolgere tutta la comunità internazionale per tenere i talebani dentro un dialogo serrato, al fine di proteggere il lavoro fatto e garantire sicurezza a tutti», ha spiegato. L’ex presidente del Consiglio ha poi sottolineato come sia necessario anche costruire corridoi umanitari «per tutti coloro che si sono più esposti per i diritti civili». E a questo proposito il leader ha fatto sapere di un impegno preso con il M5s: «Sapete che noi abbiamo le restituzioni: parte di questi soldi chiederò che siano destinati a finanziare i corridoi e l’accoglienza».


Le critiche: «Un insulto a chi sta soffrendo»

Il ministro degli Esteri, criticato pochi giorni fa per aver trascorso le ore più difficili per l’Afghanistan sulla spiaggia di Porto Cesareo in Salento, non ha risposto in maniera diretta alle parole di Conte, ma si è comunque esposto su una linea del tutto opposta a quella del leader pentastellato. Dopo i numerosi post sui social delle ultime ore che testimoniavano il ritorno del ministro negli uffici della Farnesina, forse anche per riscattarsi dalle criticate foto in costume, di Maio frena qualsiasi prematuro slancio collaborativo nei confronti dell’Emirato talebano. «Prudenza, si guardino i fatti e non le parole» ha detto, per poi informare sugli ultimi voli atterrati a Roma con più di 500 afghani, tra ex collaboratori e famiglie. «Il nostro piano è trasferire in Italia circa 2.500 afghani che hanno collaborato negli anni con le istituzioni italiane».

Le reazioni più dirette alle parole di Conte non si sono poi fatte attendere. «Un insulto a chi sta soffrendo, a chi si nasconde, a chi fugge. Perché sa bene di cosa sono capaci i talebani». Su Twitter il deputato di Italia viva Gennaro Migliore commenta le dichiarazioni del leader di M5s, definendo l’intervento a Ravello come «un maldestro tentativo di compiacere quei Paesi che sono stati pronti a riconoscere subito e senza neanche troppo dispiacere il regime talebano». E ha aggiunto: «Ma noi non siamo loro, siamo l’Italia! E l’ex premier pare non saperlo». Dalla stessa parte anche il deputato Iv Luciano Nobili: «Dopo quattro giorni arrivano le parole sull’Afghanistan di Conte che crede ancora alla favola dei talebani buoni. Vergognoso, sarebbe stato meglio l’imbarazzante silenzio». Le rimostranze sono arrivate anche da Vittorio Sgarbi che non ha tardato a definire Giuseppe Conte «da avvocato del popolo ad avvocato dei talebani». Sui social ha poi spiegato: «Mentre da Kabul arrivano le prime notizie di rastrellamenti casa per casa da parte dei talebani, di donne che fuggono e si nascondono per paura di ritorsioni, di spari sulla folla, di bambini terrorizzati che cercano riparo all’aeroporto, il leader dei 5 Stelle, sempre più imbarazzante, auspica “un dialogo serrato con i talebani, il regime si è dimostrato distensivo”. La sua posizione è quella della Cina».

Giuseppe Conte si difende: «Strumentalizzazione politica»

Dopo ore di commenti e critiche sui social diffuse da avversari politici e non, Giuseppe Conte ha deciso di rispondere difendendosi su Facebook: «Di fronte al disastro umanitario (…) è vergognoso che in Italia ci sia chi gioca a strumentalizzare fatti e dichiarazioni per biechi fini di polemica politica». Il riferimento è a tutti quelli che nelle ultime ore hanno invitato l’ex premier a provare vergogna invece per quanto affermato a Ravello. «La polemica proviene dagli esponenti di quella stessa forza politica che ha inneggiato al “rinascimento arabo”», scrive Conte, «e che ha sostenuto fideisticamente che il percorso che si stava compiendo in Afghanistan fosse risolutivo e privo di errori». Il leader del M5S ha ribadito quanto ora sia prioritario «che l’Europa e l’intera comunità internazionale si facciano promotrici di corridoi umanitari per salvaguardare la vita di chi in questo momento è in pericolo e sta scappando dall’Afghanistan».

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