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I sopravvissuti alla Sars e vaccinati con Pfizer possono presentare anticorpi più forti – Lo studio

Sarà possibile in futuro avere un vaccino contro le varianti Covid e le future pandemie? I risultati di una ricerca sulla risposta anticorpale

Un team di ricercatori guidato da Linfa Wang presso la Duke-NUS Medical School di Singapore ha pubblicato il 18 agosto sul New England Journal of Medicine i risultati riguardanti otto sopravvissuti all’epidemia di Sars, vaccinati di recente con entrambe le dosi del vaccino contro il nuovo Coronavirus di Pfizer. In queste persone è stata riscontrata una forte risposta anticorpale. I ricercatori suggeriscono che chi aveva già sviluppato anticorpi contro il SARS-CoV-1, se sottoposto a due dosi di vaccino a mRNA potrebbe sviluppare una immunizzazione non solo contro le varianti Covid, ma in generale contro tutti i Coronavirus vicini a SARS-CoV-2 (Sarbecovirus). Si parla quindi di «pan-sarbecovirus vaccine strategy». Ovviamente, dato che parliamo di appena otto casi è presto per facili entusiasmi, non di meno potrebbe essere una nuova pista di ricerca da seguire, non solo per proteggerci da nuove varianti Covid, ma anche da future epidemie.


Lo studio sui sopravvissuti alla Sars vaccinati con Pfizer

Per avere un controllo dei risultati, lo studio si avvale di campioni di siero raccolti da cinque tipologie di pazienti con diverse caratteristiche, divisi in altrettanti panel:


  • Sieri di 10 pazienti sopravvissuti al SARS-CoV-1, prima della vaccinazione contro SARS-CoV-2;
  • Sieri di 10 pazienti sopravvissuti al SARS-CoV-2;
  • Sieri di 10 pazienti vaccinati sani con Pfizer;
  • Sieri di 10 pazienti sopravvissuti a SARS-CoV-2 e vaccinati con Pfizer;
  • Sieri di 8 pazienti sopravvissuti a SARS-CoV-1 e vaccinati con Pfizer.

Dal gruppo di pazienti vaccinati con Pfizer ci aspettiamo una immunità più forte di quella dei sopravvissuti alla Covid-19 (controllo positivo), mentre i pazienti sopravvissuti alla Sars prima della vaccinazioni non dovrebbero avere sviluppato alcuna immunità contro il nuovo Coronavirus (controllo negativo).

I due virus in gioco sono imparentati, quindi vogliamo sapere che differenze ci sono tra i vaccinati contro la Covid precedentemente infettati da uno dei due patogeni. Ricordiamo infatti che esiste il fenomeno della cross-reattività, ovvero gli anticorpi sviluppati contro un patogeno potrebbero funzionare anche contro un altro.

Una potenziale pista di ricerca contro le varianti Covid e le prossime pandemie

Tutti i pazienti non vaccinati sopravvissuti alla Sars presentavano solo in alcuni anticorpi neutralizzanti SARS-CoV-2, ma parliamo di livelli piuttosto bassi. Gli otto volontari vaccinati con Pfizer avevano invece alti livelli di anticorpi neutralizzanti il nuovo Coronavirus. Due pazienti in particolare, che avevano ricevuto solo una dose del vaccino a mRNA, presentavano comunque valori identici agli altri vaccinati con due dosi. Un risultato analogo a chi, avendo già avuto la Covid, può ritenersi immunizzato ricevendo esclusivamente la prima dose di vaccino. In questo gruppo gli anticorpi continuavano a risultare neutralizzanti anche per SARS-CoV-1, cosa che esclude eventuali errori nelle precedenti diagnosi.

Le analisi riguardavano in tutto la risposta anticorpale a 10 tipi di Sarbecovirus (riassunto come “pan-sarbecovirus” dai ricercatori), scelti in ragione del RBD (Receptor binding domain), la porzione di glicoproteina Spike (S) che costituisce l’antigene dei Sarbecovirus, ovvero lo strumento con cui infettano le cellule:

  • Il ceppo originale di SARS-CoV-2;
  • La variante Alfa;
  • La variante Beta;
  • La variante Delta;
  • Il Coronavirus dei pipistrelli RaTG131;
  • Due Coronavirus del pangolino (GD-112 e GX-P5L12);
  • Tre varianti di SARS-CoV-1.

«Questa analisi ha confermato che il panel dei vaccinati con SARS-CoV-1 era l’unico che mostrava veri anticorpi neutralizzanti il ​​pan-sarbecovirus – continuano gli autori – Ipotizziamo che gli anticorpi neutralizzanti i pan-sarbecovirus osservati nel siero dei vaccinati-SARS-CoV-1 sia il risultato di un arricchimento della cross-reattività degli anticorpi neutralizzanti».

Questo potenziamento nella cross-reattività degli anticorpi dovuti alla precedente infezione da SARS-CoV-1, verrebbe innescato quindi dal dalla vaccinazione con Pfizer. Detta in maniera più semplice: chi è stato malato di Sars, se assume due dosi di vaccino anti-Covid a mRNA potrebbe risultare super-immune, potenzialmente anche contro altri Coronavirus.

Un vaccino da sogno

Bene, ora che vi abbiamo fatto sognare (gli stessi ricercatori parlano di un “vaccino da sogno”), ci tocca precisare che questo studio da solo non può dimostrare quanto i ricercatori si limitano – onestamente – a suggerire. Non di meno, la necessità di realizzare dei vaccini pan-Coronavirus è piuttosto concreta. Al pericolo di nuove varianti Covid infatti, si aggiunge la consapevolezza che i Sarbecovirus torneranno a minacciarci in futuro. Non possiamo farci trovare impreparati.

Del resto questa strada non è nuova, esiste già una certa letteratura in merito. Studi precedenti come quello di Veesler e Bloom pubblicato su Cell nel settembre 2020, mostrano che la natura stessa del legame di RBD coi recettori ACE2 delle nostre cellule, suggerisce la possibilità di creare dei vaccini capaci di indurre la produzione di anticorpi neutralizzanti contro diversi Coronavirus.

«I risultati dell’attuale studio hanno mostrato l’efficace induzione di anticorpi neutralizzanti pan-sarbecovirus ad alto livello e ad ampio spettro in grado di neutralizzare tutte le varianti di preoccupazione e cinque sarbecovirus pre-emergenti – spiegano gli autori – I nostri risultati hanno mostrato la fattibilità di ottenere la neutralizzazione del pan-sarbecovirus attraverso il potenziamento del cross-clade».

Foto di copertina: Shafin_Protic | Immagine di repertorio.

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