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Green pass obbligatorio, scuole, università, treni e aerei: dove serve, chi controlla e cosa si rischia senza – La guida

Da oggi 1 settembre comincia una nuova fase per il Green pass. L’obiettivo del governo Draghi è sempre lo stesso: evitare una nuova esplosione dei contagi e quindi un nuovo lockdown

Le decisioni erano già state prese con il decreto legge del 6 agosto. Oggi, 1° settembre, sono entrate in vigore. Il Green pass sarà obbligatorio per prendere teni a lunga percorrenza, navi, aerei, scuole e università. Un passaggio che i No vax intendono salutare bloccando 54 stazioni dei treni. Le regole per ottenere il Green pass quindi restano le stesse, quelle per dove esibirlo invece cambiano. La novità più importante riguarda i treni: il Green pass sarà necessario per muoversi sui mezzi ad Alta velocità, sugli Intercity e sugli Intercity che viaggiano di notte. A controllare il pass sarà sempre il controllore. Non è stato esplicitato come verrà verificato il Green pass, è probabile quindi che per tutti questi controlli verrà utilizzata Verifica C19, l’app che già viene utilizzata da bar e ristoranti. Sui treni chi risulterà sprovvisto di Green pass o con un certificato scaduto verrà accompagnato in un’area predefinita e fatto scendere alla prima stazione disponibile. Il certificato sarà obbligatorio anche per gli aerei. Qui il Green pass verrà controllato dal personale di volo appena prima della partenza. Anche per le navi e i traghetti sarà obbligatoria la certificazione. L’unica eccezione su questo è stata consentita per i collegamenti che garantiscono i passaggi sullo Stretto di Messina: qui infatti il percorso delle navi viene equiparato alle tratte del trasporto locale e quindi non sarà necessario il Green pass per salire a bordo del traghetto. Anche qui la verifica dovrà essere fatta dal personale di bordo.


Le regole sui bus e il trasporto locale

Per quanto riguarda gli autobus invece, il pass servirà solo per le tratte che attraversano due regioni diverse. Non sarà necessario per il trasporto locale e quindi non verrà chiesto su metro, tram e treni regionali. Sarebbe impensabile pensare alla quantità di code che creerebbe una verifica del Green pass su tutte le stazioni della metropolitana nelle grandi città. Nel decreto si parla anche di cabinovie, funivie e seggiovie, ma sono “vie” che interessano soprattutto gli sciatori. Al momento vengono ribaditi dei tetti di capienza ma non c’è l’obbligo di Green pass. Per capire meglio cosa succederà bisogna aspettare l’inizio della stagione invernale.


Per chi è obbligatorio il pass a scuola

Anche la scuola sarà investita dai nuovi obblighi sulla certificazione verde. Il Green pass è obbligatorio per presidi, docenti, impiegati e collaboratori scolastici. Non lo è per gli studenti, a eccezioni di quelli che frequentano l’università. Per il momento il Green pass è stato verrà controllato con l’app Verifica C19 ma dal 13 settembre, ha assicurato il ministro Patrizio Bianchi, verrà rilasciata un’app dedicata per poter accedere alle strutture scolastiche. Chi non ha il Green pass non potrà accedere alle strutture scolastiche e la sua assenza verrà considerata come «assenza ingiustificata». Dopo cinque giorni di assenza potrà essere sospeso dal lavoro e dallo stipendio. Questo obbligo, per il momento, non vale per le persone che non lavorano a scuola ma che entreranno comunque in queste strutture come ad esempio i fornitori o gli addetti alle macchinette automatiche. Capitolo a parte per i genitori. Il capo dipartimento del Miur Stefano Versari ha spiegato durante la Conferenza di servizio con i dirigenti scolastici di tutta Italia che: «Il decreto legge non obbliga il personale esterno ad avere il Green Pass per entrare negli istituti scolastici. Le scuole però possono fare una valutazione del rischio, come fatto lo scorso anno per assicurare il massimo della sicurezza, prevedendo per chi entra a scuola la verifica del Qr code». In pratica. Ora non è obbligatorio, se la situazione si aggrava i singoli istituti potrebbero decidere di richiederlo.

Mascherine e banchi a rotelle

Le mascherine restano obbligatorie per tutti negli spazi chiusi. Il vincolo è valido dai sei anni in su. Gli alunni le potranno trovare all’ingresso degli istituti. Gli unici esenti da questo obbligo sono gli studenti con disabilità. La mascherina si potrà togliere all’aperto e durante l’attività fisica. Cambiano invece le norme per i banchi a rotelle sostenuti dall’ex ministra Lucia Azzolina. Se prima c’era l’obbligo di mantenere un metro di distanza tra uno studente e l’altro, ora l’obbligo è stato sostituito da una raccomandazione. Cambiano anche gli orari delle campanelle. Per evitare assembramenti davanti all’istituto ci saranno due ingressi: il primo entro le 8.30, il secondo almeno un’ora dopo.

Cosa cambia per le università

Gli studenti universitari, come detto, avranno l’obbligo di tenere la mascherina e presentare il Green pass. Chi non ha il certificato potrà continuare a seguire le lezioni e dare esami a distanza. Queste regole valgono per tutte le università, tranne per quella di Trieste. L’ateneo infatti ha chiarito che il Green pass è obbligatorio anche per chi sostiene gli esami a distanza. La scelta, chiarisce il rettore Roberto Di Lenarda, ha lo scopo di evitare la creazione di una corsia preferenziale per i No vax: «Noi non possiamo far finta che non esista l’obbligo per gli studenti universitari di avere il Green pass: l’obbligo serve per spingere gli studenti a vaccinarsi, non per garantire ai No vax di stare a casa e fare gli esami a distanza, che sappiamo, ci hanno salvato lo scorso anno ma non sono la stessa cosa degli esami in presenza. Sarebbe stato più facile abolirli del tutto, li abbiamo mantenuti, ma soltanto per chi veramente non può venire in Ateneo».

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