Green Pass, il giorno dell’obbligo e del terrorismo No vax: «Bloccheremo le stazioni»

Oggi la Certificazione Verde Covid-19 sarà necessaria per i viaggi a lunga percorrenza. E chi è contrario ha annunciato il blocco delle stazioni ferroviarie. I presidi della polizia

Oggi, primo settembre, è il giorno del Green Pass obbligatorio per i viaggi a lunga percorrenza. Per viaggiare su treni, navi, aerei e pullman sarà necessario esibire la Certificazione Verde Covid-19. Ed oggi è anche il giorno dei blocchi alle stazioni e agli aeroporti annunciati dai No Green Pass. Un tam tam partito da alcuni giorni via social e che sembra ormai avere assunto le caratteristiche di una vera e propria strategia organizzata. E che da ieri è anche diventato una caccia all’uomo, con medici e politici nel mirino. I manifestanti si sono dati appuntamento in almeno 54 città: dalle 14:30 le iniziative annunciate contro il certificato verde che da domani diventa obbligatorio per salire a bordo dei treni ad Alta velocità, Intercity e Intercity notte.


1 settembre: il primo giorno del Green Pass obbligatorio

Sul canale Telegram Stop Dittatura circola un manifesto che annuncia il blocco delle stazioni ferroviarie di 54 città italiane. «Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno», si legge nella chat che annuncia la mobilitazione organizzata dal «popolo autogestito, pacifico». Per tutti, l’incontro tra i manifestanti è previsto alle 14,30 davanti alle stazioni. Poi «alle 15 si entra si resta fino a sera». La lista completa pubblicata sul canale comprende le maggiori città italiane. Il Viminale intanto annuncia il pugno di ferro. «Non verranno tollerati minacce e inviti a commettere reati utilizzando il web», afferma il ministro Luciana Lamorgese. Occupare una stazione ferroviaria e bloccare così i treni può configurare il reato di interruzione di pubblico servizio e secondo l’articolo 340 del Codice Penale chi lo fa rischia una condanna fino a due anni. I capi, promotori od organizzatori possono essere puniti con una pena fino a due anni.


Si sono anche mobilitati i sindacati dei ferrovieri per impedire ogni stop dei treni e contro Forza Nuova che punta a una escalation di tensione e di blocchi. Repubblica scrive oggi che dal Viminale arrivano precise indicazioni ai prefetti: stazioni blindate sin dalla notte per garantire che dalle primissime ore della mattina, all’entrata in vigore dell’obbligo di esibire la certificazione verde per viaggiare sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza (dunque treni ad alta velocità e intercity), non si verifichino incidenti. Nelle grandi stazioni, come Roma Termini o Milano centrale, dove l’ingresso ai binari è regolato dai tornelli, alle spalle degli addetti delle stazioni che dovranno chiedere oltre al biglietto anche il Green pass, ci saranno uomini delle forze dell’ordine. Sarà difficile invece controllare le stazioni più piccole, dove l’ingresso ai binari è libero. Il dispositivo prevede agenti della Polfer in pattuglia sui treni, per proteggere i controllori da eventuali rifiuti violenti di passeggeri sprovvisti della certificazione verde.

La caccia all’uomo su Telegram

Intanto l’escalation di violenza dei No Green Pass continua ad alimentarsi nei casi di cronaca. Un giornalista e videomaker è stato aggredito davanti al ministero della Pubblica Istruzione da un collaboratore scolastico che l’ha colpito con alcuni pugni. Una giornalista è stata aggredita a piazza del Popolo durante un’altra manifestazione. Un gazebo del M5s a Milano è stato assaltato. E gli squadristi digitali sono sempre in servizio. Di ieri, infine, la caccia all’uomo su Telegram con indirizzi e numeri di telefono pubblicati. La Stampa ricorda che nei messaggi che affollano i canali viene dettata una vera e propria agenda. Si parte con l’annuncio – arrivato lo scorso 28 agosto – del blocco delle stazioni ferroviarie per oggi primo settembre, ma nella chat si annuncia anche una mobilitazione organizzata dal «popolo, autogestito, pacifico» che il 3 settembre è pronto a nuove proteste davanti alle sedi Rai.

C’è chi assimila queste iniziative al terrorismo, come il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. «Quando vengono bloccati i treni, quando vengono malmenate le persone, per me è terrorismo», afferma mentre i sindacati sono compatti nel condannare qualsiasi iniziativa violenta dei No vax. Preso di mira anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «Un altro infame da giustiziare», «è necessario il piombo», «devi crepare», il tenore delle frasi comparse nelle ultime ore nelle chat. Non si scompone il titolare della Farnesina, al quale è arrivata solidarietà bipartisan: «il clima d’odio e le minacce di questi vigliacchi non fermeranno la campagna vaccinale», ha detto. Ma le persone minacciate aumentano ogni giorno: ieri è stata la volta anche del governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e dell’ex premier Romano Prodi, mentre sono otto le persone identificate e denunciate finora dalla Digos di Genova per le intimidazioni via social all’infettivologo Bassetti.

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