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Vent’anni dall’11 settembre. Il report sugli attacchi aerei degli Usa: «Uccisi almeno 22 mila civili»

Lo studio di Airwars prende in considerazione quasi 100 mila raid, dall’Afghanistan all’Iraq. L’anno peggiore è stato il 2017

Vent’anni di bombardamenti americani hanno provocato la morte di almeno 22 mila civili. A darne notizia è una nuova analisi pubblicata da Airwars, l’organizzazione che si occupa di monitorare i danni sulla popolazione di attacchi da aerei e droni, secondo cui il bilancio potrebbe toccare addirittura le 48 mila vittime. Lo studio, citato dal Guardian, prende in considerazione quasi 100 mila attacchi dal 2001 (post 11 settembre) dichiarati dall’esercito statunitense: sulla base di questo dato, l’Airwars ha stimato che «le azioni statunitensi hanno ucciso probabilmente almeno 22.679 civili, per un massimo potenziale di 48.308». Le cifre arrivano dopo il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, completato per volere di Joe Biden il 31 agosto scorso, cha ha decretato la fine delle forever war portate avanti dagli Usa negli ultimi due decenni. Gli attacchi presi in considerazione – che nello specifico sono 91.340 – sono quelli in Afghanistan mirati a colpire al Qaeda, quelli contro l’Isis (Iraq 2014-2021, Siria 2014-2021 e Libia 2016) e quelli contro i gruppi terroristici e militanti portati avanti in Yemen (2002-2021), Somalia (2007-2021), Pakistan (2004-2018) e Libia (2014-2019). L’anno peggiore risulta essere il 2017, con 19.623 morti, quasi tutti nei bombardamenti contro lo Stato Islamico. Il Comando centrale del Pentagono ha risposto all’analisi dichiarando di non essere in possesso di dati ufficiali sulle uccisioni. Il bilancio totale delle vittime civili uccise da tutte le parti in guerra è di 387 mila. I soldati americani che hanno perso la vita in vent’anni di servizio sono oltre 7 mila.


Immagine di copertina: EPA/GHULAMULLAH HABIBI


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