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Colpo di scena nel caso Britney Spears: il padre rinuncia alla custodia: «Mi faccio da parte» – Il video

«Se ritiene di poter gestire la sua vita allora è giusto che abbia una chance». La popstar era stata messa sotto tutela nel 2008 dopo un paio di crolli nervosi

Svolta, a sorpresa, nella lunga saga del caso di Britney Spears. Il padre Jamie ha inaspettatamente gettato la spugna e presentato una richiesta per mettere fine alla custodia legale degli asset della figlia, che controlla da 13 anni. «Come ha più volte ripetuto, Jamie Spears vuole il meglio per sua figlia. Se Britney Spears vuole mettere fine alla custodia» del padre e «ritiene di poter gestire la sua vita allora è giusto che abbia una chance», afferma il padre della popstar nella documentazione depositata in tribunale e riportata da alcuni media americani. La Spears si prepara quindi a tornare una donna libera. «Britney ha detto alla corte che vuole il controllo sulla sua vita senza la rete di sicurezza della custodia legale. Vuole decidere di persona sulle cure mediche e se e quando andare dall’analista. Vuole controllare i dollari guadagnati nella sua carriera e spenderli senza supervisione. Vuole potersi sposare e avere un bambino. In breve, vuole vivere la vita che sceglie lei stessa senza le costrizioni della tutela legale», ha aggiunto l’avvocato di Jamie, Vivian Thoreen, precisando che il padre «non ritiene più indispensabile» che la figlia, per uscire dal controllo della tutela paterna, si debba necessariamente sottoporre a perizia psichiatrica: uno snodo chiave secondo quanto affermato dalla cantante nelle ultime schermaglie legali. Britney Spears era stata messa sotto tutela nel 2008 dopo un paio di crolli nervosi. L’istituto della “custodianship” è controverso, soprattutto nel suo caso – una donna di quasi 40 anni – perché di solito si applica a individui molto anziani o afflitti da gravi problemi mentali che li rendono incapaci di intendere e di volere.


Il padre ad agosto si era offerto di uscire di scena dopo un accordo

La svolta è arrivata a tre settimane dall’udienza del 29 settembre nella cui agenda c’è il nodo centrale della vertenza e se cioè Jamie debba finalmente farsi da parte. L’avvocato di Britney, Mathew Rosengart, entrato in gioco dopo l’esplosiva deposizione della popstar lo scorso giugno, ha mantenuto alta la pressione su Jamie, accusandolo di abuso di potere e di aver dissipato la fortuna della cantante. Il padre a sua volta a metà agosto si era offerto di uscire di scena ma solo dopo aver negoziato un accordo tra le parti valutato da alcune fonti sull’ordine dei due milioni di dollari, cosa che Rosengart aveva immediatamente respinto: «Non accettiamo estorsioni». E anche adesso il legale della popstar ha alzato la barra: definendo l’annuncio di Jamie «una vittoria» per Britney, ha aggiunto che suo padre «sta ancora una volta cercando di evitare la giustizia per atti che ha commesso, ad esempio la falsa testimonianza sotto giuramento».


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