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Vaccino anti-Covid, ecco la circolare sulla terza dose: priorità a 10 categorie, si parte dai trapiantati

La dose aggiuntiva andrà somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima iniezione

Dopo il via libera da parte del Comitato tecnico scientifico di Aifa e come preannunciato nei giorni scorsi da Roberto Speranza, il ministero della Salute ha diffuso la circolare con l’elenco contenente le specifiche condizioni mediche delle persone fragili da cui si partirà con la somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid. La terza dose, secondo le indicazioni contenute nella circolare, andrà somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose di vaccino e per il terzo richiamo verranno utilizzati unicamente vaccini a mRna, ossia Pfizer (per i soggetti di età uguale o superiore ai 12 anni) e Moderna (per i soggetti di età uguale o superiore ai 18 anni). La priorità massima l’avranno i soggetti sottoposti a trapianto e immunocompromessi.


Nella circolare del ministero, firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, viene specificato che per dose addizionale si intende «una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. Al riguardo, le attuali evidenze sui vaccini anti Covid-19 in soggetti sottoposti a trapianto di organo solido o con marcata compromissione della risposta immunitaria per cause legate alla patologia di base o a trattamenti farmacologici e che abbiano già completato il ciclo vaccinale primario, mostrano un significativo beneficio, in termini di risposta immunitaria, a seguito della somministrazione di una dose aggiuntiva di vaccino».


Chi ha priorità per la terza dose di vaccino

Nella circolare vengono specificate le 10 condizioni cliniche per cui si prevede la priorità nella somministrazione della terza dose di richiamo del vaccino anti-Covid. Queste sono:

  • trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
  • attesa di trapianto d’organo;
  • terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico;
  • patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure;
  • immunodeficienze primitive;
  • immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico;
  • dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  • pregressa splenectomia;
  • sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/μl o sulla base di giudizio clinico.

La terza dose per i pazienti fragili e per il personale medico-sanitario

Nella circolare ministeriale, infine, viene anche specificato che la terza dose addizionale per i pazienti che non rientrano in queste condizioni cliniche, e intesa però come “booster”, andrà somministrata dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale e sarà «somministrata al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, in particolare in popolazioni connotate da un alto rischio, per condizioni di fragilità che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale».

Foto in copertina: EPA/DOMINIC LIPINSKI

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