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Lotta al patriarcato, tassazione dei super ricchi, slogan Lgbtq+: tutta la «politica» che ha sfilato al Met Gala – Il video

Le deputate democratiche Alexandra Ocasio-Cortez e Carolyn B. Maloney, ma anche la modella Cara Delevigne, hanno sancito la fusione tra moda e impegno sociale nell’edizione 2021 di uno dei galà più esclusivi al mondo

Manifesti politici, ma di tessuto e sapienza sartoriale: il Met Gala 2021, dopo un anno di stop causato dalla pandemia, torna a prendersi la scena della moda internazionale. L’edizione di quest’anno non sarà ricordata soltanto per gli abiti di Haute Couture indossati dalle personalità che hanno partecipato alla serata inaugurale del 13 settembre, ma per il portato sociale dei vestiti che politiche e vip hanno fatto sfilare sul red carpet. La più rappresentativa, ancora una volta, è stata la deputata Alexandria Ocasio-Cortez. Paladina delle minoranze, la democratica ha abbracciato diverse battaglie sociali nel corso della sua carriera: sanità pubblica, aumento del salario minimo, semplificazione dell’iter della concessione della cittadinanza agli immigrati, contrasto al cambiamento climatico da finanziare con una tassazione del 70% da applicare ai redditi superiori ai 10 milioni di dollari annui.


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La donna più giovane a essere eletta parlamentare nella storia statunitense ha partecipato al suo primo Met Gala indossando un abito bianco, abbastanza tradizionale all’apparenza. Ma non appena ha fatto una giravolta a favore di fotocamere, ha sfoggiato una grande scritta rossa: Tax the rich: tassare i ricchi. Lo slogan, reiterato sulla borsa, è stato disegnato dalla stilista afroamericana Aurora James, immigrata negli Stati Uniti e figlia di padre ghanese e madre canadese. «Non possiamo semplicemente stare al gioco, ma dobbiamo rompere il quarto muro e sfidare alcune istituzioni»: così Ocasio-Cortez ha commentato il suo outfit a Vogue Usa. Su Instagram, in un post, ha aggiunto: «Il mezzo è il messaggio. Adesso è il tempo per i programmi di assistenza all’infanzia, assistenza sanitaria e fermare il cambiamento climatico. Tassare i ricchi».

Ocasio-Cortez non è stata l’unica deputata a irrompere al Met 2021 con un abito dal forte significato politico. Anche la democratica Carolyn B. Maloney ha optato per un vestito-manifesto. Dalle nuance bianche, verdi e viola, la deputata ha utilizzato questo mezzo sartoriale per riaccendere il dibattito su un emendamento costituzionale – l’Equal Rights Amendment, Era – che punta a inserire nella Carta la parità di diritti ai cittadini, senza distinzione tra donne e uomini. Un emendamento in discussione dal 1979: poiché è stato ratificato solamente da 35 Stati – ne sono necessari 38 – non è stato inserito nella Costituzione. «In tutto il Paese, i diritti delle donne sono sotto attacco – ha scritto Maloney sui social -. Ho usato sempre la moda per spingere un cambiamento. Chiedo la ratifica dell’Era, cosicché le donne possano essere uguali agli uomini una volta per tutte».

Non appartiene alla classe politica, ma è risultato altrettanto impattante il messaggio lanciato dalla modella e attrice Cara Delevigne: su un top bianco di Dior, che richiama lo stile di un giubbotto antiproiettile, ha sfoggiato la scritta Peg the patriarchy, ovvero «sovverti il patriarcato». A Vogue Usa, Delevigne ha sottolineato di volersi spendere per «l’emancipazione delle donne e l’uguaglianza di genere». La star del calcio femminile a stelle e strisce, Megan Rapinoe – anche lei al suo primo Met gala, ha sfoggiato una pochette azzurra con su scritto In gay we trust, un messaggio pro lgbtqi+. Alla stampa presente al Met, la calciatrice ha dichiarato: «Sono nella moda con uno scopo».

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