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Serie A, riecco Mazzarri in panchina: è il nuovo allenatore del Cagliari

L’ultima esperienza nella massima serie per il tecnico toscano risale al biennio 2018-2020, quando ha lasciato il Torino in era pre-Covid

Dopo appena tre giornate dall’inizio del campionato, il Cagliari ha esonerato l’allenatore Leonardo Semplici: solo un punto maturato nelle partite contro lo Spezia, il Milan e il Genoa. Al suo posto, subentra Walter Mazzari: nella serata di martedì 14 settembre, il tecnico toscano ha firmato un contratto triennale. Il club ha annunciato così, sul suo sito, il raggiungimento del’accordo: «Esperienza maturata ai massimi livelli, sia in ambito nazionale – sono ben 462 le panchine in Serie A – che internazionale. Gioco propositivo, carisma e tanta grinta: per mister Mazzarri inizia ora una nuova sfida. Buon lavoro, Walter!». L’allenatore torna a sedersi in panchina dopo l’assenza di un anno e mezzo dai campi di gioco. Aveva lasciato il Torino dopo il biennio 2018-2020, conquistando alla prima stagione un nono posto e sfiorando la qualificazione alla Champions League l’anno successivo. Andando a ritroso, Mazzarri ha allenato il Watfors, l’Inter, il Napoli – riportando gli azzurri in Champions dopo 21 anni dall’ultima qualificazione -, la Sampdoria, la Reggina, il Livorno, la Pistoiese e l’Acireale.


Lo staff del nuovo tecnico rossoblu sarà composto dal vice Claudio Bellucci, dal preparatore atletico Giuseppe Pondrelli, dal collaboratore tecnico Claudio Nitti e dal match analyst Cristian Guerrini. L’ingaggio – secondo le prime indiscrezioni – parte da un milione di euro a stagione. Un ritorno simbolico per Mazzarri, che compirà 60 anni il prossimo primo ottobre: nella sua precedente carriera, quella da calciatore, aveva esordito in Serie A – era il 1982 – proprio con il Cagliari. L’unico trofeo nel suo palmarès è la Coppa Italia vinta con il Napoli nella stagione 2011-2012. Allenatore ritenuto tra i più moderni e visionari in Italia, è stato spesso criticato per i pochi trofei vinti. «Basta andare a scorrere gli almanacchi – ha spiegato, tre anni fa, in un’intervista al Corriere -. Reggina salvezza storica, Livorno ritorno in A dopo 55 anni, Sampdoria rinata, Napoli preso al sestultimo posto e portato in Champions. Quinto con l’Inter in un momento storico difficile per il club e a Torino il record dei 63 punti. Le sembra poco? Poi, certo, c’è chi dice: ma cosa ha vinto? Molte volte in questo ambiente, sbagliando, si parla di vincenti e non vincenti. Il lavoro dell’allenatore va valutato in base alle forze che ha. Chi consegue risultati superiori alle aspettative vince uguale».


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